17 Ottobre 2026

Violenza e sparatoria al Cep di Palermo: la rissa finisce nel sangue, diversi i feriti

polizia-di-Stato-controlli-678x381-1.jpg

Momenti di forte tensione al Cep di Palermo, dove una rissa è degenerata con colpi d’arma da fuoco e diversi feriti. Le persone raggiunte dai proiettili sono Saverio Zinna, 52 anni, e il nipote Giovanni Zinna, 32 anni. Entrambi sono stati ricoverati in codice rosso in due diversi ospedali del capoluogo siciliano. Giovanni Zinna è stato accompagnato all’ospedale Cervello dopo essere stato colpito alle gambe. Secondo le prime informazioni, il 32enne avrebbe raggiunto la struttura sanitaria con mezzi propri.

Più serie sarebbero invece le condizioni dello zio Saverio, trasferito all’ospedale Ingrassia con ferite alle gambe e alla testa. Per entrambi è stato disposto il ricovero in codice rosso. La ricostruzione dei fatti è ancora in corso e la polizia sta cercando di stabilire cosa abbia provocato la violenta lite e chi abbia utilizzato l’arma da fuoco.

Il quadro dell’episodio, tuttavia, appare più ampio rispetto al ferimento dei due parenti. Al pronto soccorso di un altro ospedale palermitano sarebbero infatti arrivate altre persone con segni di percosse e ferite sul corpo. Tra le persone soccorse ci sarebbe anche un altro individuo che si è presentato al Policlinico con ferite provocate da arma da fuoco.

Nello stesso nosocomio sarebbe stata medicata inoltre una persona che presentava evidenti conseguenze di un’aggressione, con ferite al viso e in altre parti del corpo.

La rissa e i diversi feriti: cosa è successo al Cep

Gli elementi raccolti finora fanno ipotizzare agli investigatori che possa essersi verificata una rissa con numerosi partecipanti, oppure una sequenza di episodi violenti collegati tra loro. Non è ancora chiaro se tutti i feriti siano stati coinvolti nello stesso momento oppure se alcuni degli interventi sanitari siano collegati a episodi distinti avvenuti nell’ambito della stessa vicenda. La polizia sta quindi lavorando alla ricostruzione della dinamica, cercando di raccogliere testimonianze e informazioni utili a individuare le persone presenti durante la lite.

Uno degli aspetti principali dell’indagine riguarda proprio l’arma utilizzata per colpire i due zio e nipote e l’altra persona che avrebbe successivamente raggiunto il Policlinico con ferite da arma da fuoco. Al momento non è stato ancora chiarito il movente della sparatoria. Gli investigatori dovranno accertare se i ferimenti siano conseguenza di una disputa personale, di uno scontro tra più persone o di altre ragioni ancora da individuare. Gli accertamenti sono in corso nel quartiere Cep e negli ospedali dove sono state accompagnate o si sono presentate autonomamente le persone ferite. La vicenda assume particolare rilievo anche per i precedenti giudiziari attribuiti ai due parenti coinvolti nella sparatoria, elementi che gli investigatori potranno valutare nell’ambito della ricostruzione del contesto.

I precedenti di zio e nipote: dai furti d’auto alle truffe assicurative

Saverio Zinna era stato coinvolto nell’inchiesta antimafia Brasca del 2016, un’indagine che aveva interessato le famiglie mafiose di Villagrazia, Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato. Secondo quanto riportato nell’ambito di quella vicenda, Zinna avrebbe avuto il ruolo di ricettatore di auto rubate, veicoli che sarebbero poi stati utilizzati per la realizzazione di rapine. Anche il nipote Giovanni Zinna avrebbe precedenti penali, in particolare nell’ambito delle indagini sulle cosiddette truffe assicurative degli “Spaccaossa”. Nella vicenda il 32enne avrebbe avuto, secondo le contestazioni riportate, il compito di procurare automobili da utilizzare per la realizzazione di sinistri stradali falsi. Questi precedenti vengono ora esaminati dagli investigatori esclusivamente come elementi utili a ricostruire il contesto della sparatoria e non consentono, da soli, di stabilire il motivo dell’aggressione avvenuta al Cep.

La polizia dovrà infatti verificare se esista un collegamento tra i precedenti dei due feriti e l’episodio di violenza, oppure se la sparatoria sia maturata per ragioni completamente differenti. Gli investigatori sono impegnati nell’identificazione dei partecipanti alla rissa e delle persone che potrebbero aver assistito ai momenti precedenti alla sparatoria. Restano inoltre da chiarire il numero complessivo dei feriti, la sequenza degli scontri e il ruolo avuto da ciascuna delle persone coinvolte. Le condizioni di Saverio Zinna, ricoverato all’Ingrassia con ferite alla testa e alle gambe, sono considerate le più preoccupanti tra quelle dei due parenti. Giovanni Zinna resta invece ricoverato al Cervello dopo essere stato colpito alle gambe. La polizia prosegue gli accertamenti per individuare i responsabili della sparatoria al Cep di Palermo e chiarire il movente dell’episodio, mentre proseguono le verifiche sui diversi feriti arrivati negli ospedali cittadini.

💪 SIAMO ANCHE SU GOOGLE NEWS! Seguici cliccando QUI! 🖋