“Siamo sempre gli stessi, non cambiamo”: estorsioni in Toscana, rinviati a giudizio figlia e genero di Totò Riina
“Concorso in estorsione con l’aggravante del metodo mafioso”. Questa l’accusa con cui il gup del tribunale di Firenze ha rinviato a giudizio Maria Concetta Riina e il marito Antonino Ciavarello, rispettivamente figlia e genero del boss corleonese Totò Riina morto nel 2017.
Il processo si aprirà il prossimo 27 gennaio. Secondo l’accusa, per ottenere piccole somme e beni alimentari, Maria Concetta Riina avrebbe scritto ai due imprenditori toscani frasi del tipo: “Noi siamo sempre gli stessi, le persone non cambiano”, con chiara allusione alle proprie origini familiari.
Anche Ciavarello, che pure era detenuto, avrebbe chiesto soldi via sms.
