La morte di Federica Torzullo, la madre affronta l’imputato in aula: “E ora guardami in faccia, hai massacrato mia figlia”
“Guardami in faccia“. È l’urlo rivolto a Claudio Carlomagno dalla madre di Federica Torzullo al termine della prima udienza del processo per il femminicidio della figlia, uccisa il 9 gennaio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Roberta Virgulti si è rivolta direttamente all’imputato mentre lasciava l’aula della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Visibilmente commossa, la donna ha cercato il suo sguardo, senza però riuscire a ottenere la reazione che si aspettava dall’uomo accusato di aver ucciso sua figlia.
“Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia“, ha dichiarato la madre della vittima uscendo dal tribunale. Le sue parole fanno riferimento al rapporto che, nonostante la separazione tra la figlia e Carlomagno, era rimasto tra lei e l’imputato.
“Dopo il rapporto che aveva con me. Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia”, ha raccontato Virgulti, ricostruendo il legame che aveva mantenuto con l’uomo prima del delitto.
La donna era accompagnata dall’altra figlia e dal marito. Al termine dell’udienza ha ripercorso pubblicamente quanto accaduto dieci mesi prima, esprimendo la propria sofferenza per la morte di Federica e per le modalità con cui, secondo le accuse, sarebbe stata uccisa.
Le parole della madre: “È stato un massacro”
Nel suo intervento davanti ai giornalisti, Roberta Virgulti ha utilizzato parole dure per descrivere il delitto contestato a Claudio Carlomagno. «Quello che Carlomagno ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro», ha affermato.
La madre ha poi spiegato quanto la vicenda abbia colpito l’intera famiglia, andando oltre la perdita della figlia. «Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo, perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi», ha dichiarato.
Il delitto del 9 gennaio e il ritrovamento del corpo
Federica Torzullo è stata uccisa nelle prime ore del 9 gennaio nell’abitazione in cui viveva con il marito ad Anguillara Sabazia. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe avvenuta durante un diverbio mentre la donna si trovava in bagno. La vittima sarebbe stata colpita con 23 coltellate. La ricostruzione degli investigatori, anche sulla base degli elementi emersi dall’esame autoptico, descrive una colluttazione che si sarebbe protratta per circa 45 minuti. Federica avrebbe cercato di difendersi e di sottrarsi alla violenza. Il corpo mutilato della donna è stato ritrovato il 18 gennaio in un terreno nei pressi dell’azienda riconducibile all’uomo.
Il procedimento giudiziario dovrà accertare le responsabilità penali dell’imputato rispetto alle contestazioni formulate dalla Procura. A Carlomagno viene contestato il reato di femminicidio, con le aggravanti della premeditazione e del rapporto coniugale, oltre alle accuse relative all’occultamento e al vilipendio di cadavere. Nel corso della prima udienza, i giudici della Prima Corte d’Assise di Roma hanno respinto la richiesta presentata dalla difesa di sospendere il processo e sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla norma che ha introdotto nel 2025 il reato di femminicidio. Il processo è stato aggiornato al 16 novembre. Sono state inoltre ammesse come parti civili i genitori di Federica Torzullo, la sorella Stefania e diverse associazioni impegnate nella tutela delle donne e delle vittime di violenza: Differenza Donna, Insieme a Marianna, Il Giardino Segreto, Vittime Vulnerabili di reato, Per Marta e per tutte e Scuola di Atene.
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