30 Ottobre 2026

“Carovita sempre più insostenibile, manovra insufficiente”: sciopero generale, a Palermo in migliaia sfilano in piazza

sciopero palermo 30 ottobre

Migliaia di persone (1500 per le forze dell’ordine, 5000 per gli organizzatori) stanno manifestando a Palermo per lo sciopero generale nazionale contro il carovita, il riarmo, per i fondi alla sanità, organizzato dall’Usb cui si sono aggiunte diverse sigle tra cui Cobas e Cub.

Nel corteo partito da piazza Politeama sfilano tantissimi studenti liceali e universitari con i professori, e poi agricoltori, autotrasportatori, ma anche pensionati e cittadini comuni.I manifestanti espongono striscioni e cartelli per denunciare l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, degli affitti e delle bollette, contestando al contempo le politiche di riarmo del governo. “Reddito e salute per tutti, la crisi la paghino i ricchi”, è uno degli striscioni dei partecipanti. La situazione dell’ordine pubblico è monitorata dalle forze dell’ordine e al momento non si registrano tensioni.

Il corteo passerà dal teatro Massimo, poi in via Cavour, piazza XIII vittime, via Crispi per arrivare in piazzetta della Pace.

“La manovra nazionale è totalmente insufficiente perché non è in grado di rispondere alle esigenze di questo Paese e soprattutto di coloro che lavorano ogni mattina” dice Luigi Del Prete, responsabile dell’Unione Sindacale di Base (Usb) di Palermo. “Si continua a stanziare ricchezza in armamenti – spiega Del Prete – mentre l’istruzione pubblica riceve investimenti ridotti. Chiediamo una redistribuzione della ricchezza e che i governi nazionale e regionale cambino le proprie politiche rimettendo al centro istruzione, sanità e trasporto pubblico”.

Forte denuncia anche sul fronte del lavoro locale e delle infrastrutture: “A Palermo i lavoratori giovani guadagnano 2, 3, 4 euro l’ora con finti contratti part-time o senza contratto – spiega Marco Militello, delegato della federazione del sociale Usb Palermo, evidenziando il legame tra le “logiche dell’escalation bellica” e la precarietà vissuta quotidianamente. Sul piano regionale, il sindacato lancia un appello al governo dell’Isola, segnalando che “l’80% degli istituti scolastici in Sicilia non è a norma” e contestando i “processi di privatizzazione continua” nella sanità e nei trasporti, oltre a un tasso di disoccupazione che nella regione supera il 30%.

“Pensiamo che ci voglia l’alleanza studenti-lavoratori per cambiare completamente tutto – dice Giorgio, studente dell’Università di Palermo ed esponente dell’organizzazione Cambiare Rotta – Il carovita sta diventando sempre più insostenibile. Da anni assistiamo all’impossibilità di potersi costruire un futuro, affittare una casa, cambiare luogo per studiare o sostenere le spese per i testi universitari”.