3 Novembre 2026

Nuovo Codice della strada, cambia tutto per i parcheggi: la questione del “metro di distanza” e le auto elettriche

Ricarica di un'auto elettrica (foto pexels) - teleone.it

Ricarica di un'auto elettrica (foto pexels) - teleone.it

Parcheggiare in città potrebbe diventare più complicato, soprattutto nei centri storici, mentre per le auto elettriche arrivano nuove regole contro l’occupazione prolungata degli spazi destinati alla ricarica.

La bozza del nuovo Codice della strada, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, introduce diverse modifiche che riguardano direttamente automobilisti, conducenti di veicoli elettrici e proprietari di microcar. Il provvedimento non è ancora definitivo e dovrà affrontare l’esame delle commissioni parlamentari, durante il quale potranno essere presentate osservazioni e proposte di modifica. Tra gli interventi previsti ci sono disposizioni che potrebbero incidere sulle abitudini quotidiane di milioni di automobilisti. Non si parla soltanto di multe o sanzioni, ma anche di nuove condizioni per lasciare la macchina in sosta, utilizzare l’aria condizionata a motore acceso e occupare gli stalli riservati alle colonnine di ricarica.

Una delle modifiche più rilevanti riguarda proprio il parcheggio lungo le strade urbane. La proposta di introdurre una distanza minima di un metro dal bordo della carreggiata, quando manca un marciapiede rialzato, potrebbe avere conseguenze importanti soprattutto nelle zone più antiche delle città italiane, dove le strade sono spesso particolarmente strette.

Il testo interviene anche sulla possibilità di parcheggiare alcune vetture di dimensioni ridotte in posizione perpendicolare rispetto al margine della strada. Una novità che interessa soprattutto i possessori di Smart e microcar, per i quali vengono previste condizioni specifiche legate alla lunghezza del veicolo e alla larghezza dello stallo.

Aria condizionata in auto e ricarica elettrica: cosa cambia con le nuove regole

Una delle disposizioni riguarda il divieto di mantenere il motore acceso durante la sosta per utilizzare l’aria condizionata. La normativa attualmente in vigore, prevista dall’articolo 157 del Codice della strada, vieta già questa pratica. La nuova bozza conferma il principio, ma introduce alcune eccezioni che potrebbero interessare diverse categorie di automobilisti. In particolare, viene prevista la possibilità di mantenere acceso il motore quando all’interno dell’abitacolo si trovano donne in gravidanza, bambini o persone fragili. Un’ulteriore deroga riguarda le brevi soste tecniche effettuate dai conducenti di veicoli destinati al trasporto delle merci. Non è stata invece inserita l’eccezione richiesta da chi vorrebbe poter lasciare acceso il motore per mantenere attiva la climatizzazione in presenza di animali domestici a bordo.

La parte della riforma che potrebbe avere gli effetti più evidenti sulla circolazione urbana riguarda lo spazio da lasciare ai pedoni. Nella bozza del nuovo articolo 57 viene introdotto l’obbligo di mantenere almeno un metro di distanza dal bordo della strada quando non è presente un marciapiede rialzato. La disposizione punta a garantire uno spazio adeguato per il passaggio delle persone, evitando che le auto parcheggiate ostacolino la circolazione pedonale. QUesta previsione potrebbe però rendere impossibile la sosta in numerose strade dei centri storici italiani. In molti borghi e nelle città più antiche, infatti, i vicoli hanno dimensioni ridotte e gli stalli sono spesso collocati proprio a ridosso del bordo stradale. L’obbligo del metro potrebbe quindi comportare una revisione degli spazi disponibili e ridurre il numero di posti auto utilizzabili, soprattutto dove la larghezza della carreggiata non consente di rispettare contemporaneamente tutte le distanze previste.

Parcheggi in centro storico, un metro per i pedoni e nuove possibilità per le Smart

La bozza contiene anche una disposizione specifica per i veicoli particolarmente corti. L’articolo 57, comma 1, apre infatti alla possibilità di parcheggiare in posizione perpendicolare rispetto al margine della carreggiata, ma soltanto rispettando due requisiti precisi: lo stallo deve avere una larghezza di almeno 2,8 metri e il veicolo non deve superare i 2,7 metri di lunghezza. Una soluzione pensata soprattutto per le microcar e per alcune vetture compatte. Rientrano nelle dimensioni indicate numerosi modelli di microcar attualmente commercializzati in Italia e anche le Smart delle generazioni precedenti. Non tutte le vetture più recenti potranno però beneficiare della disposizione: le nuove Smart #2, attese nelle concessionarie nel 2027, superano infatti di pochi centimetri il limite massimo di lunghezza indicato nella proposta. Anche in questo caso bisognerà attendere il testo definitivo per conoscere l’eventuale formulazione finale della norma. Un altro capitolo riguarda gli spazi destinati alla ricarica delle auto elettriche. La bozza introduce una misura contro l’occupazione prolungata degli stalli davanti alle colonnine, un comportamento che impedisce ad altri automobilisti di utilizzare le infrastrutture pubbliche anche quando la ricarica del veicolo è già terminata. Il limite previsto è di un’ora oltre la conclusione della ricarica, così da evitare che questi posti vengano utilizzati come normali parcheggi per periodi prolungati.

La disposizione contiene inoltre una specifica indicazione per la fascia notturna, dalle 23 alle 7, durante la quale il divieto trova applicazione esclusivamente per i punti di ricarica di potenza elevata. La definizione fa riferimento alle infrastrutture in corrente continua con potenza superiore a 22 kW, secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 257 del 16 dicembre 2016. L’obiettivo della modifica è rendere maggiormente disponibili le colonnine e impedire che gli stalli vengano occupati inutilmente dopo il completamento dell’operazione. Le nuove disposizioni su parcheggi, sosta, climatizzazione e ricarica elettrica fanno dunque parte di un intervento più ampio destinato a modificare diversi aspetti della circolazione stradale. Per gli automobilisti sarà importante seguire l’iter parlamentare, perché le regole contenute nella bozza potranno ancora cambiare prima dell’approvazione definitiva e dell’eventuale entrata in vigore. (foto pexels)

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