Marta Novello, colpita con 23 coltellate: il giovane accusato è tornato in Italia, adesso è libero
Il giovane accusato di aver aggredito brutalmente la runner Marta Novello, colpendola con 23 coltellate nel marzo 2021, è tornato in Italia dopo essere stato espulso dal Regno Unito. Il ventenne, che all’epoca dei fatti aveva appena 15 anni, si trova attualmente in libertà e non è sottoposto ad alcuna misura cautelare. Il suo rientro nel nostro Paese è avvenuto nei giorni scorsi, dopo oltre quattro anni trascorsi a Londra, dove aveva raggiunto la madre. Secondo le informazioni disponibili, l’espulsione sarebbe collegata a problemi con la giustizia britannica.
La vicenda giudiziaria legata all’aggressione di Marta Novello non è ancora conclusa. Il procedimento è infatti tornato per la terza volta davanti alla Corte d’Appello di Venezia, dopo due precedenti annullamenti da parte della Corte di Cassazione.
Il giovane era stato condannato in secondo grado a cinque anni di reclusione, ma la sentenza è stata annullata per la seconda volta lo scorso dicembre. I giudici dovranno quindi pronunciarsi nuovamente sulla responsabilità penale dell’imputato, alla luce degli elementi emersi durante i precedenti passaggi processuali.
La prossima udienza è fissata per il 13 novembre. Nel frattempo, il ritorno in Italia del ventenne ha riportato l’attenzione su un caso che, a distanza di oltre cinque anni dall’aggressione, attende ancora una decisione definitiva.
Il ritorno da Londra e la posizione della difesa
A confermare la situazione processuale del proprio assistito è stato l’avvocato Matteo Scussat. Il legale ha dichiarato di aver appreso dai giornali la notizia del rientro in Italia del giovane, precisando di non essere in grado di confermarla né di smentirla. Scussat ha tuttavia chiarito un aspetto fondamentale: il ventenne è attualmente libero e non risulta destinatario di provvedimenti restrittivi. Il difensore ha inoltre richiamato il principio della presunzione di non colpevolezza, sottolineando che il procedimento non si è ancora concluso con una condanna definitiva.
L’aggressione risale al 22 marzo 2021. Marta Novello stava facendo jogging lungo via Marignana, a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, quando venne assalita dal ragazzo. Le 23 coltellate le provocarono gravi lesioni, in particolare ai polmoni e al fegato. Il processo ha attraversato diversi passaggi giudiziari. Nel 2022 la Cassazione aveva annullato per la prima volta la condanna a cinque anni, chiedendo ulteriori approfondimenti sulla maturità del ragazzo e sulla sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Dopo una nuova perizia psichiatrica, la Corte d’Appello aveva confermato la pena, ma un ulteriore ricorso della difesa ha portato a un secondo annullamento.
L’aggressione a Marta Novello e i passaggi in Cassazione
La perizia disposta durante il nuovo giudizio aveva evidenziato nel giovane, allora diciannovenne, un quoziente intellettivo inferiore alla media della sua età e alcune difficoltà linguistiche. Secondo il consulente incaricato, tuttavia, queste caratteristiche non avrebbero compromesso la maturità né la capacità di intendere e di volere al momento dell’aggressione. La difesa aveva contestato le conclusioni attraverso una controperizia. La famiglia di Marta Novello, assistita dall’avvocato Alberto Barbaro, non ha ancora rilasciato dichiarazioni sul ritorno in Italia del ventenne. Resta quindi da chiarire quale sarà l’esito del nuovo giudizio e quali valutazioni saranno effettuate dalla Corte d’Appello di Venezia. Tra le possibilità che potrebbero essere valutate dalla difesa figura anche la messa alla prova, un percorso alternativo al processo ordinario che punta al recupero e alla rieducazione dell’imputato. Non si tratta, tuttavia, di una decisione già presa: il giovane aveva già avanzato questa richiesta nei precedenti gradi di giudizio, ma era stata respinta.
In precedenza era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un concordato tra la difesa e la Procura generale, una soluzione simile a un patteggiamento in appello. Al momento non risulta definita alcuna scelta tra le diverse possibilità processuali. La messa alla prova prevede la sospensione del procedimento penale e, in caso di esito positivo del percorso, l’estinzione del reato. Saranno comunque gli sviluppi processuali e le eventuali richieste delle parti a stabilire quale strada verrà seguita. Il prossimo appuntamento davanti ai giudici è quello del 13 novembre, quando il caso tornerà nuovamente all’esame della Corte d’Appello.
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