Sicurezza, arriva il nuovo reato per le violenze in piazza: carcere fino a 12 anni e 500 militari in più a Milano
Nuove sanzioni per le violenze durante le manifestazioni, misure più incisive nei confronti dei minori e 500 militari aggiuntivi a Milano: il governo introduce un pacchetto di interventi dedicati alla sicurezza pubblica. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulla sicurezza, un provvedimento composto da otto articoli che interviene sulla gestione dell’ordine pubblico e sulle responsabilità legate agli episodi di violenza durante le proteste.
Tra le novità principali figura l’introduzione del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, con pene detentive che, per alcune condotte legate all’organizzazione di gruppi violenti, possono arrivare fino a dodici anni di reclusione.
Il testo prevede inoltre l’estensione del fermo preventivo in determinati luoghi caratterizzati da un elevato afflusso di persone, nuove disposizioni sull’arresto in flagranza differita e sanzioni economiche per i genitori di minorenni coinvolti in episodi di violenza durante le manifestazioni.
Un altro intervento riguarda direttamente Milano, dove il governo ha previsto l’invio di 500 militari aggiuntivi fino al 31 dicembre. La misura è stata inserita nel provvedimento con l’obiettivo di rafforzare i servizi di controllo del territorio e di sicurezza pubblica.
Il nuovo reato per le violenze durante le manifestazioni
Uno dei punti centrali del decreto riguarda la nuova fattispecie penale denominata violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La disposizione mira a colpire condotte violente commesse durante le proteste, in particolare quando vengono utilizzati bastoni, mazze o altri oggetti lanciati contro persone o in situazioni capaci di mettere a rischio la loro incolumità. Per queste condotte sono previste, secondo il testo illustrato, pene da due a cinque anni di reclusione e una multa che può raggiungere i 20mila euro. Il quadro sanzionatorio può diventare più severo in presenza di circostanze aggravanti, come l’uso di modalità che impediscono l’identificazione del responsabile o il danneggiamento di infrastrutture e servizi di pubblica utilità. Il decreto interviene anche sull’organizzazione delle manifestazioni violente. Chi promuove o organizza la formazione di gruppi finalizzati a commettere violenze durante le proteste, anche attraverso strumenti informatici o telematici, rischia una pena detentiva compresa tra quattro e dodici anni, secondo quanto previsto dal provvedimento.
Un altro capitolo riguarda i minorenni. Il testo introduce disposizioni sulla presunzione della capacità di intendere e di volere per i ragazzi che hanno superato i quattordici anni, con l’obiettivo di consentire l’imputabilità senza subordinare ogni caso a un accertamento preliminare della capacità al momento del fatto. La portata concreta della norma dipenderà dal testo definitivo e dalla sua applicazione nel sistema della giustizia minorile. Tra le misure previste figura anche l’estensione del fermo preventivo a persone che turbino la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di pubblico. La disposizione può riguardare anche i minorenni che abbiano compiuto sedici anni, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla normativa. Il provvedimento interviene inoltre sull’arresto in flagranza differita e introduce sanzioni economiche per i genitori di minorenni coinvolti in episodi di violenza durante le manifestazioni. Le multe indicate vanno da 500 a 1.000 euro e possono essere raddoppiate in caso di reiterazione, secondo quanto riportato nella descrizione delle nuove disposizioni. Le nuove regole riguardano anche la possibilità per il questore di disporre il divieto di raduno nei confronti di minorenni quando cinque o più persone, riunite in un luogo pubblico o aperto al pubblico, adottino comportamenti intimidatori. La misura è concepita come strumento di prevenzione e può essere applicata anche con riferimento a determinate fasce orarie e a soggetti che abbiano precedenti comportamenti rilevanti nei cinque anni precedenti.
Milano, arrivano 500 militari aggiuntivi fino a fine anno
L’ultimo articolo del decreto riguarda il rafforzamento della presenza militare a Milano. Il governo ha disposto l’invio di 500 militari fino al 31 dicembre, con una spesa indicata in 4,7 milioni di euro. Il contingente sarà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per contribuire al controllo del territorio e ai servizi per la sicurezza della città.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che le modalità operative saranno definite in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica previsto a Milano. In quella sede, secondo quanto annunciato dal ministro, sarà predisposto un piano d’azione per stabilire come impiegare le nuove risorse e valutare eventuali modalità operative diverse da quelle tradizionali. Il decreto riunisce quindi interventi sul contrasto alle violenze durante le manifestazioni, sulla prevenzione dei comportamenti intimidatori e sulla presenza delle forze impegnate nella sicurezza urbana. Le disposizioni dovranno essere valutate alla luce del testo normativo definitivo e dell’iter di conversione parlamentare previsto per i decreti legge.
