21 Ottobre 2026

Allarme bomba e scuole evacuate da Nord a Sud: la giornata di caos in 50 istituti, cosa è successo

scuola esterno allarme polizia

SOno stati circa 50 i plessi scolastici che sono stati evacuati dopo una serie di allarmi bomba scattati in diverse città italiane, con interventi delle forze dell’ordine e verifiche per escludere la presenza di ordigni. Le segnalazioni hanno interessato soprattutto le province di Verona e Padova, ma situazioni analoghe si sono verificate anche ad Arezzo, Lucca e Chieti. In diversi casi, le minacce sarebbero state comunicate attraverso email anonime indirizzate alle scuole o ai dirigenti scolastici.

Le evacuazioni sono state disposte a scopo precauzionale per consentire i controlli degli edifici e tutelare studenti, insegnanti e personale. Le forze dell’ordine hanno avviato le verifiche necessarie, mentre le famiglie sono state avvisate per organizzare il rientro a casa dei ragazzi.

Nella giornata di ieri In Veneto il numero più elevato di istituti coinvolti e si è registrato nella provincia di Verona, dove il provvedimento ha riguardato 27 plessi, dalle scuole dell’infanzia fino agli istituti secondari di primo grado. Successivamente, altri allarmi hanno interessato diverse scuole del Padovano.

Le operazioni di controllo effettuate dagli specialisti delle forze dell’ordine hanno dato esito negativo nei casi riportati. Le segnalazioni hanno comunque richiesto l’attivazione delle procedure di sicurezza e l’intervento dei nuclei incaricati delle verifiche.

Verona e Padova, evacuazioni dopo le email di minaccia

La prima serie di allarmi è partita nella mattinata di ieri dalla provincia di Verona. Secondo le informazioni disponibili, una presunta minaccia inviata tramite posta elettronica, apparentemente scritta in arabo, avrebbe fatto scattare le misure precauzionali. Su indicazione dell’autorità giudiziaria, sarebbero stati evacuati 27 edifici scolastici.

Genitori e familiari sono stati avvisati per andare a prendere i figli. In attesa del completamento delle procedure, alcuni studenti sono stati sistemati temporaneamente nelle palestre, prima di essere accompagnati a casa. In provincia di Padova, invece, le segnalazioni hanno coinvolto la scuola Rodari del capoluogo, l’istituto Newton di Camposampiero e la scuola Vivaldi di Montegrotto Terme.

Da Arezzo a Lucca, controlli anche in Toscana

Gli allarmi hanno raggiunto anche la Toscana. Ad Arezzo, al liceo Vasari, circa 600 persone tra studenti e personale scolastico sono state fatte uscire dall’edificio dopo una segnalazione relativa alla possibile presenza di una bomba. L’allarme è scattato alle 10.53 e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato comunicato attraverso un’email anonima.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario. È stato attivato il piano di maxi emergenza e gli studenti sono stati accompagnati nel parco pubblico di via Emilia, di fronte alla scuola, dove hanno atteso l’arrivo dei familiari. Pochi minuti dopo, un’altra segnalazione ha interessato undici plessi collegati al medesimo istituto nell’area dell’Oltreserchio, in provincia di Lucca. Anche in questo caso, una mail anonima avrebbe annunciato la presenza di un ordigno in un edificio.

A Chieti evacuati otto plessi e circa mille studenti

Un’altra operazione ha riguardato Chieti, dove sono stati evacuati otto plessi dell’Istituto comprensivo 4, per un totale di circa mille studenti. Le strutture interessate comprendevano le scuole medie Mezzanotte e Ortiz, le primarie di Villaggio Celdit, Selvaiezzi e via Bosio e le scuole dell’infanzia di Villaggio Celdit, Madonna delle Piane e Selvaiezzi.

La segnalazione sarebbe arrivata tramite un’email anonima indirizzata alla dirigenza scolastica. Il Comune ha precisato che non era stata disposta l’evacuazione generalizzata di tutte le scuole cittadine e che, sulla base delle informazioni disponibili, non risultavano situazioni di rischio effettivo. Le verifiche effettuate nei diversi territori hanno avuto l’obiettivo di accertare l’attendibilità delle minacce e consentire il ripristino delle normali attività scolastiche.

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