30 Ottobre 2026

Debiti e irregolarità in azienda, sequestro da 600mila euro a Caltagirone: ci sono tre indagati

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Nuovo intervento della Guardia di Finanza nel territorio etneo nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità nella gestione di una società operante nel settore delle telecomunicazioni. I militari del Comando provinciale di Catania hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo riguardante le quote societarie e l’intero patrimonio aziendale della Ntti Srl, impresa con sede a Caltagirone specializzata nell’installazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche per le telecomunicazioni.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo è stato stimato in circa 600 mila euro. La misura è stata disposta dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura della Repubblica etnea, al termine di approfondite attività investigative svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la società si troverebbe in stato di liquidazione giudiziale e risulterebbe gravata da un’esposizione debitoria nei confronti dell’Erario e degli enti previdenziali superiore ai 3,2 milioni di euro. Per garantire la continuità dell’attività produttiva e la tutela dei lavoratori coinvolti, il giudice ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario incaricato di gestire temporaneamente l’azienda.

L’inchiesta della Procura di Catania vede coinvolti Rosetta Monastra, 53 anni, Rosario Guarriera, 54 anni, e Orazio Salvatore Marchese, 58 anni. Nei loro confronti viene contestato il reato di bancarotta fraudolenta aggravata dal danno di rilevante entità. Secondo gli inquirenti, gli indagati “avrebbero attuato uno schema illecito diretto a depauperare il patrimonio della società indebitata a favore di un’impresa di nuova costituzione riconducibile agli stessi imprenditori”. Un’ipotesi investigativa che punta a ricostruire il percorso seguito da beni e attività aziendali negli ultimi anni.

Il trasferimento del ramo d’azienda e le somme contestate

La Procura sostiene inoltre che Rosario Guarriera, ritenuto amministratore di fatto della società, e Rosetta Monastra, amministratrice di diritto, “oltre ad avere distratto una somma di circa 540.000 euro dai conti correnti aziendali, giustificandoli come rimborsi spese e anticipazioni a proprio favore, avrebbero ceduto alla nuova società, formalmente amministrata dal cugino Marchese, ma in concreto gestita da Guarriera, il ramo d’azienda”.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il trasferimento avrebbe riguardato personale dipendente, attrezzature, automezzi, avviamento commerciale e commesse già attive con un importante operatore nazionale del comparto delle telecomunicazioni. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. (Foto archivio)