21 Ottobre 2026

Palermo, quinto giorno di protesta dei tir: blocco in via Oreto, merci ferme e supermercati a rischio

WhatsApp Image 2026-10-20 at 11.14.55

Gli autotrasportatori presidiano uno degli accessi principali alla città. I camion diretti alle consegne vengono fermati, mentre aumentano le difficoltà di approvvigionamento dei supermercati. Al centro della protesta il caro carburante e i costi sempre più insostenibili per le imprese.

PALERMO – Quinto giorno di protesta per gli autotrasportatori siciliani e la situazione a Palermo si fa sempre più delicata. In via Oreto, uno dei principali accessi alla città, prosegue il presidio dei camionisti che protestano contro il caro carburante e il continuo aumento dei costi di gestione. Le immagini realizzate da Tele One documentano la presenza dei mezzi pesanti e le operazioni di fermo dei camion diretti a consegnare le merci.

Il blocco della movimentazione dei tir rischia di avere conseguenze pesanti sull’intera filiera commerciale. I mezzi che trasportano i prodotti destinati ai negozi e ai supermercati incontrano difficoltà nel proseguire le consegne, con ripercussioni che si fanno sentire sempre più chiaramente sugli approvvigionamenti.

Via Oreto, camion fermi e consegne in difficoltà

La protesta interessa diversi punti strategici del capoluogo, tra cui l’area della rotatoria di via Oreto, nei pressi dell’ingresso dell’autostrada A19 Palermo-Catania, e la zona di via Buonriposo. I presidi si inseriscono in una mobilitazione che coinvolge anche l’area portuale.

Gli autotrasportatori chiedono interventi concreti per fronteggiare il rincaro del gasolio e l’aumento delle spese necessarie a mantenere operative le aziende. Secondo i manifestanti, lavorare alle attuali condizioni economiche significa rischiare di effettuare trasporti con margini sempre più ridotti, quando non addirittura in perdita.

La protesta, tuttavia, non riguarda soltanto la categoria. Quando i camion si fermano, infatti, a risentirne è l’intero sistema di distribuzione, soprattutto in una regione insulare come la Sicilia, dove il trasporto su gomma e i collegamenti marittimi rappresentano passaggi fondamentali per l’arrivo delle merci.

Supermercati, scaffali sempre più vuoti

I primi effetti della mobilitazione si registrano nei supermercati palermitani e in altre città siciliane. In diversi punti vendita cominciano a scarseggiare frutta e verdura, acqua minerale, uova, farina, legumi e altri prodotti alimentari. Criticità vengono segnalate anche nei reparti refrigerati, dove i ritardi nelle consegne possono compromettere la regolare disponibilità dei prodotti freschi.

La situazione varia da un punto vendita all’altro, ma la preoccupazione riguarda soprattutto la durata della protesta: se i rifornimenti non riprenderanno regolarmente, le carenze potrebbero estendersi ulteriormente.

A lanciare l’allarme è anche Confcommercio Sicilia, che ha stimato in 40-50 milioni di euro i possibili danni economici complessivi legati ai cinque giorni di fermo, tra mancate vendite, difficoltà logistiche e merci deperibili a rischio.

Attesa per il confronto con Salvini

La mobilitazione è nata per chiedere risposte al Governo sull’aumento del prezzo dei carburanti e sui costi che gravano sulle imprese di autotrasporto. Tra le questioni sollevate dalla categoria figurano anche i ritardi nell’erogazione degli incentivi previsti per il trasporto delle merci.

Per la giornata di oggi, martedì 20 ottobre, è atteso a Milano il confronto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti degli autotrasportatori siciliani. L’obiettivo è arrivare a un’intesa che consenta di affrontare le richieste della categoria e individuare una via d’uscita alla protesta.

L’esito dell’incontro potrebbe rivelarsi decisivo per capire se e quando la movimentazione delle merci tornerà alla normalità.

Nel frattempo, a Palermo, i tir restano al centro di una protesta che va ben oltre il mondo dei trasporti. In gioco ci sono la continuità delle forniture, il lavoro delle imprese, la tenuta della filiera commerciale e la quotidianità di migliaia di famiglie siciliane.