21 Ottobre 2026

Caso Noemi Impellizzeri, i Ris tornano nella casa di Riposto: controlli sui tetti e nelle abitazioni disabitate

noemi impellizzeri

Si va avanti con le ricerche, con un nnuovo sopralluogo dei Ris di Messina nell’inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri, la giovane trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto il 23 agosto. Gli esperti sono tornati sul posto per la terza volta, concentrando le verifiche anche sugli edifici vicini e sui possibili percorsi utilizzati per allontanarsi dalla casa. L’attività tecnico-scientifica è stata condotta nella gioranta di ieri sotto il coordinamento del colonnello Carlo Romano, comandante della Sezione Biologica del Ris . L’obiettivo è individuare ulteriori elementi utili alle indagini, con particolare attenzione alle tracce biologiche e ai profili di DNA che potrebbero contribuire a chiarire la dinamica della morte.

Gli accertamenti non riguardano soltanto l’appartamento in cui è stato trovato il corpo. Gli specialisti dell’Arma hanno rivolto l’attenzione anche alle abitazioni disabitate confinanti con il basso di via Circonvallazione, verificando gli spazi che potrebbero essere collegati alla scena del delitto.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella secondo cui l’autore dell’omicidio potrebbe essersi allontanato passando dai tetti. Per questo vengono controllati terrazzini, accessi e immobili disabitati, comprese alcune case che si affacciano su via Cascino.

Durante le operazioni sono presenti anche i genitori della ragazza, Sara e Andrea, accompagnati dalla figlia Erika. Il nuovo intervento dei RIS si inserisce nel lavoro investigativo volto a raccogliere riscontri scientifici e a verificare le diverse ipotesi sulla morte della giovane.

Gli elementi già acquisiti nell’inchiesta sulla morte di Noemi

Nei giorni precedenti, l’indagine aveva registrato un passaggio importante dopo gli esiti dell’esame macroscopico sul corpo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la morte di Noemi non sarebbe riconducibile a un suicidio: l’ipotesi investigativa è che la ragazza sia stata strangolata e che il corpo sia stato successivamente impiccato per simulare un gesto volontario. Si tratta di una ricostruzione investigativa che dovrà essere valutata alla luce degli ulteriori accertamenti.

Tra i reperti sottoposti ad analisi c’è la corda sequestrata nell’abitazione, sulla quale gli specialisti cercano eventuali tracce biologiche, impronte e profili genetici. Gli investigatori stanno esaminando anche altri oggetti recuperati nella casa, tra cui una maglietta e un paio di slip da donna, entrambi parzialmente strappati e trovati nascosti in un’intercapedine.

Le tracce sul terrazzo e gli accertamenti sui telefoni

Un altro elemento al centro delle verifiche è rappresentato rporprio dalle orme individuate sul terrazzo. La loro analisi potrebbe aiutare a ricostruire gli spostamenti compiuti nell’area e a stabilire se qualcuno abbia utilizzato un percorso esterno per lasciare l’abitazione dopo quanto accaduto. Il controllo delle case vicine e dei tetti si collega proprio alla necessità di verificare questa possibilità. Parallelamente, gli investigatori hanno acquisito dispositivi elettronici e stanno analizzando messaggi e chiamate. È stato sequestrato anche il telefono di Toni Proietto, l’uomo che risulta al momento unico indagato. I contenuti delle comunicazioni potrebbero contribuire a ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e la sequenza degli eventi nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo.

Tra gli elementi ricostruiti dagli inquirenti ci sono anche le ultime ore di vita della giovane. Il venerdì precedente alla scoperta del corpo, Noemi si trovava nel cortile di una cascina di proprietà di Proietto. Secondo la ricostruzione riportata, l’uomo l’avrebbe riaccompagnata a casa dopo quel pomeriggio; due giorni più tardi sarebbe stato lui a trovare la ragazza senza vita. La difesa di Toni Proietto respinge le accuse e l’uomo nega ogni responsabilità.

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