21 Ottobre 2026

A Palermo scuole chiuse per la legionella, come per il Covid 1200 studenti tornano alla Dad: genitori “pensano” al Tar

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Circa 1200 studenti di Palermo sono costretti a fare i conti con il ritorno alla didattica a distanza dopo la chiusura dei plessi Virgilio Marone, Trinacria e Tomaselli, interessati dall’allarme legionella. Gli edifici scolastici sono chiusi da otto giorni e, mentre proseguono le verifiche sulla qualità dell’acqua, per le famiglie si allungano i tempi prima di un possibile rientro in classe.

La situazione riguarda tre plessi del capoluogo siciliano e coinvolge centinaia di nuclei familiari, alle prese con la necessità di organizzare le giornate dei figli senza la normale attività scolastica in presenza.

La nuova circolare firmata dalla dirigente scolastica Serena Roccaro annuncia l’avvio di un ulteriore intervento di sanificazione degli impianti idrici a partire dal 15 ottobre.

Al termine delle operazioni sarà necessario attendere ancora una settimana prima di procedere con nuove analisi sulla potabilità dell’acqua. Nel frattempo, restano attesi anche i risultati dei controlli effettuati l’8 ottobre.

Legionella nelle scuole di Palermo, attesa per le nuove analisi

Il calendario degli interventi non consente, al momento, di stabilire una data certa per la riapertura dei tre plessi. Tutto dipenderà dagli esiti delle verifiche sulla qualità dell’acqua e dall’efficacia delle operazioni di sanificazione. Se i risultati delle analisi saranno favorevoli, le scuole potranno tornare ad accogliere gli studenti. In caso contrario, sarà necessario valutare soluzioni alternative per garantire la prosecuzione delle lezioni.

Tra le ipotesi indicate ci sono i doppi turni alla Virgilio Marone, l’unico plesso in cui, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe stata rilevata la legionella ma soltanto la presenza di batteri coliformi. Se non sarà possibile riprendere le lezioni in presenza neppure attraverso questa soluzione, potrebbe proseguire il ricorso alla didattica a distanza, con inevitabili conseguenze sull’organizzazione delle attività scolastiche e familiari.

Genitori della Trinacria pronti al ricorso al Tar

La prospettiva di prolungare la Dad non convince i genitori, che da oltre una settimana sono costretti a individuare soluzioni temporanee per seguire i figli durante gli orari in cui normalmente sarebbero a scuola. Oltre alle difficoltà organizzative, tra le famiglie cresce la preoccupazione per le giornate di lezione perse e per le ripercussioni sulla continuità didattica. La richiesta è quella di individuare rapidamente una soluzione che consenta agli studenti di tornare a frequentare le lezioni in presenza. In particolare, i genitori degli alunni della scuola Trinacria chiedono al Comune di Palermo di mettere a disposizione locali alternativi, così da consentire la ripresa delle attività senza dover attendere necessariamente la riapertura dell’edificio interessato dall’emergenza. Le famiglie hanno inoltre annunciato che, se entro cinque giorni non saranno individuati spazi adeguati, potrebbero presentare un ricorso al Tar. Una presa di posizione che punta a ottenere risposte concrete sui tempi e sulle modalità per garantire il diritto allo studio.

Il nodo resta quindi quello della sicurezza degli impianti idrici e della disponibilità di sedi alternative. Le prossime analisi saranno decisive per capire se i tre plessi potranno riaprire oppure se sarà necessario prolungare la sospensione delle lezioni in presenza. Per circa 1.200 studenti e per le rispettive famiglie, la ripresa della normalità scolastica resta legata agli esiti dei controlli e alle decisioni che verranno assunte nei prossimi giorni. Intanto, la richiesta dei genitori è chiara: trovare una soluzione in tempi brevi, senza lasciare gli alunni ancora a lungo lontani dalle aule.

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