22 Settembre 2026

Tetto agli stranieri in classe, già giovedì il “via libera” al decreto: ecco cosa prevede, e quali alunni riguarderà

Giorgia Meloni (foto ossinotizie.it) - teleone.it

Il nuovo decreto sulla scuola atteso in Consiglio dei ministri introduce un limite del 30% per gli studenti stranieri con difficoltà nella lingua italiana. La misura, annunciata dal governo e collegata al nuovo intervento sulla scuola, non dovrebbe riguardare indistintamente tutti gli alunni privi della cittadinanza italiana. Il criterio centrale sarà infatti quello della conoscenza della lingua italiana, con particolare attenzione agli studenti non comunitari appena arrivati nel Paese.

Il provvedimento dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì, mentre il governo sta definendo gli ultimi dettagli. La soglia del 30% non rappresenta però una novità assoluta: un limite analogo era già stato previsto nel 2010 attraverso una circolare dell’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ma negli anni è rimasto in larga parte non applicato.

Secondo gli ultimi dati ministeriali disponibili, relativi all’anno scolastico 2022/2023, la percentuale delle classi che superava il 30% di alunni stranieri era del 7,6%. Considerando però soltanto gli studenti stranieri nati all’estero, la quota delle classi interessate scendeva allo 0,6%, poco più di 2mila classi su circa 366mila.

La distinzione è quindi rilevante: il nuovo intervento non sarebbe costruito semplicemente sulla cittadinanza degli studenti, ma sulle eventuali difficoltà linguistiche degli alunni non comunitari, soprattutto quelli definiti nuovi arrivati.

Il limite del 30% e gli studenti interessati

Il governo intende rendere operativo il tetto attraverso una distribuzione degli studenti tra le diverse classi e, quando necessario, tra istituti dello stesso territorio. Gli uffici scolastici regionali e provinciali dovrebbero avere un ruolo di coordinamento per individuare le soluzioni nel caso in cui una scuola raggiunga la soglia prevista. La norma dovrebbe quindi concentrarsi sugli alunni che presentano gravi difficoltà nella comprensione e nell’uso dell’italiano. Sarebbero invece esclusi dal conteggio gli studenti con cittadinanza dell’Unione europea, equiparati ai cittadini italiani, e gli alunni di seconda o terza generazione che già possiedono una buona padronanza della lingua.

Un altro elemento previsto dal provvedimento riguarda la valutazione delle competenze linguistiche. Le modalità dovranno essere definite dal decreto e, secondo le anticipazioni circolate, potrebbero essere utilizzati anche strumenti di valutazione collegati alle prove Invalsi. Il pacchetto di misure dovrebbe inoltre prevedere corsi di italiano destinati ai genitori degli studenti con difficoltà linguistiche, con il possibile coinvolgimento dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti e delle realtà territoriali che già organizzano corsi di lingua. Il decreto dovrebbe contenere anche il divieto di burqa e niqab nelle scuole, intervenendo sulle possibilità di deroga legate a motivi religiosi o culturali.

Test di italiano, corsi per i genitori e divieto di burqa

Resta invece da definire nel dettaglio l’iter normativo e soprattutto la modalità con cui le nuove disposizioni verranno applicate alle iscrizioni durante l’anno scolastico. Secondo le anticipazioni riportate nelle ultime ore, le classi già formate per l’anno 2026/2027 non dovrebbero essere modificate, mentre la soglia potrebbe incidere sugli studenti che arrivano successivamente. La questione riguarda soprattutto alcune aree del Paese dove la concentrazione di alunni stranieri è più elevata. Le regioni maggiormente interessate dai casi di classi sopra la soglia sono indicate soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, anche se il fenomeno presenta differenze significative tra territori e istituti. Il governo sostiene che la distribuzione degli studenti possa evitare la formazione di classi caratterizzate da una forte concentrazione di alunni con difficoltà linguistiche. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha spiegato che l’obiettivo dichiarato è rafforzare l’integrazione e impedire la formazione delle cosiddette classi ghetto.

Il provvedimento arriva però in un quadro di confronto politico e istituzionale sul ruolo della scuola come strumento di integrazione. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato l’importanza della scuola come luogo capace di favorire l’integrazione, mentre il dibattito riguarda anche la concreta applicabilità delle nuove regole. Il punto centrale del decreto sarà quindi la definizione dei criteri per individuare gli studenti realmente interessati dal limite del 30%, insieme alle procedure che dovranno consentire alle scuole di distribuire gli iscritti senza lasciare fuori nessun alunno. Il testo definitivo dovrà chiarire anche le modalità operative e le risorse destinate ai corsi di lingua italiana.

Mattarella vs Valditara sulla scuola, le frasi che fanno discutere: “Aperta a tutti” e “senza italiano non c’è integrazione”

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