Quasi tre giorni nelle acque gelide, aggrappato alla barca capovolta: 15enne trovato vivo, morti il fratello e il cugino
È rimasto aggrappato per quasi tre giorni allo scafo capovolto della sua piccola barca da…
È rimasto aggrappato per quasi tre giorni allo scafo capovolto della sua piccola barca da pesca, nelle gelide acque del Mare di Bering, prima di essere individuato e soccorso. Un 15enne è stato trovato vivo lunedì 7 settembre, dopo il naufragio avvenuto alcuni giorni prima. Il ragazzo era solo sullo scafo dell’imbarcazione quando è stato avvistato dalle squadre impegnate nelle ricerche.
Il giovane presentava evidenti sintomi di ipotermia a causa della lunga permanenza in acqua e delle temperature particolarmente rigide della zona. Dopo essere stato raggiunto dai soccorritori è stato portato a bordo e sottoposto alle prime cure.
La tragedia ha però provocato due vittime. Il fratello del ragazzo, di 35 anni, e il cugino che viaggiava con loro sono morti in seguito al naufragio.
Il gruppo era partito venerdì 4 settembre dal villaggio di Savoonga, nell’Alaska occidentale, a bordo di un peschereccio lungo circa 5,5 metri. L’obiettivo era rientrare a terra nella mattinata di domenica.
Il naufragio e le ricerche nel Mare di Bering
L’incidente si è verificato al largo di Saint-Laurent, un’isola isolata situata nella parte occidentale dell’Alaska. L’isola si trova a circa un centinaio di chilometri dal continente americano e a poche decine di chilometri dalla costa russa.
Quando il gruppo non è rientrato secondo i tempi previsti, la scomparsa è stata segnalata alle autorità nella serata di domenica. Le operazioni di ricerca non sono però iniziate immediatamente dal cielo a causa delle condizioni meteorologiche avverse e della scarsa visibilità.
L’avvistamento dell’imbarcazione e il salvataggio
Le ricerche aeree sono entrate nella fase operativa lunedì mattina. Un aereo HC-130 della Guardia Costiera statunitense ha individuato l’imbarcazione capovolta a circa 6,5 chilometri dall’isola. Sullo scafo è stato individuato il 15enne, che era riuscito a resistere per quasi tre giorni nonostante le condizioni ambientali particolarmente difficili. L’equipaggio intervenuto nell’area gli ha lanciato una zattera e altro materiale di sopravvivenza, prima di coordinare il recupero con la nave Northwest Explorer, che si trovava nelle vicinanze. Il ragazzo è stato successivamente raggiunto e issato a bordo con l’aiuto di una barella di soccorso. Una volta recuperato, i soccorritori hanno provveduto a riscaldarlo a causa dei sintomi di ipotermia. Il 15enne è stato quindi trasportato a Nome, sulla terraferma dell’Alaska, insieme alle salme delle due persone decedute nel naufragio.
Il pilota della Guardia Costiera che ha individuato il ragazzo, il tenente comandante Jonathon Resch, ha definito l’esito del ritrovamento particolarmente sorprendente durante un’intervista ad Abc News. Le autorità stanno ricostruendo le circostanze del naufragio e le fasi successive all’affondamento o al ribaltamento dell’imbarcazione, mentre il giovane resta l’unico superstite del gruppo partito da Savoonga.
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