La morte di Simona Cinà a Bagheria, il “no” della famiglia all’archiviazione: cosa non convince sul caso della pallavolista
La famiglia di Simona Cinà si oppone alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte della giovane pallavolista, trovata senza vita in una piscina a Bagheria nell’agosto 2025. I familiari della 20enne non considerano conclusa la vicenda e hanno deciso di contestare la richiesta avanzata dalla Procura di Termini Imerese. A rappresentarli è lo studio legale Ingroia, che ha presentato l’opposizione all’archiviazione del procedimento.
Simona Cinà era stata trovata morta nella notte tra l’1 e il 2 agosto 2025, all’interno della piscina di una villa a Bagheria, durante una festa di laurea alla quale partecipavano diverse persone. Secondo la ricostruzione sostenuta dalla Procura, la morte della giovane sarebbe riconducibile a un incidente. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini avrebbero portato gli inquirenti a ritenere non necessario proseguire il procedimento per accertare responsabilità di terzi. Tra gli aspetti indicati a sostegno di questa ipotesi ci sono l’assenza di ferite sul corpo della ragazza e il tasso alcolemico riscontrato dopo la morte.
La ricostruzione della Procura e i dubbi della famiglia
Per i magistrati, inoltre, l’ipotesi di un’aggressione non sarebbe compatibile con le circostanze emerse durante gli accertamenti. Alla festa erano presenti più di trenta persone e, secondo la Procura, una eventuale colluttazione difficilmente sarebbe potuta verificarsi senza essere notata dagli altri partecipanti. La famiglia di Simona Cinà, però, non condivide questa conclusione e ritiene che alcuni aspetti della vicenda debbano essere ulteriormente approfonditi prima che l’inchiesta possa essere definitivamente archiviata.
Genitori e familiari chiedono quindi che vengano esaminati gli elementi che, a loro giudizio, non avrebbero ancora ricevuto una spiegazione sufficiente. L’obiettivo dell’opposizione è ottenere ulteriori verifiche sulla dinamica che ha portato alla morte della giovane.
L’opposizione all’archiviazione
Gli avvocati Antonio Ingroia e Paolo Ingroia illustreranno i motivi dell’opposizione nel corso di una conferenza stampa prevista per oggi, 14 settembre. All’incontro parteciperanno anche i familiari di Simona, che intendono esprimere pubblicamente la propria posizione sulla vicenda e sulla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Termini Imerese. La famiglia continua a chiedere l’accertamento completo dei fatti e non ritiene sufficiente la ricostruzione secondo cui la giovane sarebbe morta a causa di un incidente.
Al centro della contestazione restano quindi gli elementi della dinamica della morte, le circostanze nelle quali Simona Cinà è stata trovata nella piscina della villa e gli accertamenti effettuati nel corso dell’inchiesta. I familiari hanno manifestato la propria amarezza per il mancato accertamento della verità a oltre un anno dalla morte della 20enne e chiedono che il caso non venga chiuso senza ulteriori verifiche.
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