Caro gasolio, trasportatori siciliani pronti allo sciopero dal 16 al 20 ottobre: camion fermi e rischio scaffali vuoti
Camion fermi dal 16 al 20 ottobre in Sicilia: il Comitato Trasporto siciliano annuncia lo sciopero contro il caro gasolio e avverte sulle possibili conseguenze per la distribuzione delle merci. La protesta nasce dalle difficoltà economiche denunciate dalle imprese del trasporto, alle prese con l’aumento dei costi del carburante e con una situazione che, secondo i rappresentanti del settore, sta mettendo sotto pressione l’intera filiera commerciale.
Al centro della mobilitazione c’è anche il mancato confronto con il governo. Salvatore Bella, segretario e coordinatore del Comitato Trasporto siciliano, riferisce di avere richiesto un incontro formale al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini oppure al viceministro Edoardo Rixi, senza avere ricevuto finora una risposta.
Bella critica duramente l’assenza di un’interlocuzione istituzionale e sostiene che il problema del caro gasolio stia aggravando le difficoltà delle aziende del Mezzogiorno. Il comitato chiede attenzione per le imprese che devono sostenere i costi del trasporto e garantire quotidianamente la consegna delle merci.
La sospensione delle attività annunciata per cinque giorni potrebbe avere conseguenze anche al di fuori del comparto degli autotrasportatori. Tra i settori maggiormente esposti viene indicata l’agricoltura, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli.
Sciopero dei trasporti, il rischio per supermercati e agricoltura
Secondo Salvatore Bella, un blocco prolungato delle consegne potrebbe impedire a una parte dei prodotti agricoli di raggiungere regolarmente i mercati e i punti vendita. Il problema riguarderebbe in particolare gli alimenti freschi, che richiedono tempi rapidi di trasporto e commercializzazione.
Il coordinatore del comitato richiama anche il modello organizzativo della grande distribuzione. Molti supermercati, spiega, non dispongono di magazzini sufficienti per conservare scorte a lungo termine e vengono riforniti quotidianamente. Un’interruzione delle consegne potrebbe quindi ripercuotersi sulla disponibilità di alcuni prodotti sugli scaffali.
Camion fermi nei piazzali, il comitato non esclude una protesta più lunga
Il Comitato Trasporto siciliano sostiene di rappresentare l’80% della grande distribuzione e annuncia che, dal 16 al 20 ottobre, i mezzi resteranno fermi nei piazzali delle aziende aderenti. La mobilitazione è stata presentata come una forma di protesta contro il caro carburante e le difficoltà economiche che interessano il settore. Bella non esclude che lo sciopero possa proseguire oltre le date inizialmente previste, qualora non arrivassero risposte alle richieste avanzate. La possibilità di una protesta a oltranza viene indicata come un’eventualità legata all’evoluzione del confronto con le istituzioni. Il coordinatore ha inoltre precisato che il comitato non aderirà ad altre manifestazioni né a eventuali blocchi stradali. La protesta, secondo quanto comunicato alle prefetture, si svolgerà esclusivamente nei piazzali delle aziende coinvolte, senza occupazioni delle strade.
La mobilitazione annunciata per ottobre apre quindi una fase di attenzione per il trasporto merci in Sicilia. Le conseguenze effettive sulle forniture dipenderanno dalla partecipazione delle imprese, dalla durata dell’astensione e dall’eventuale ripresa del dialogo con il governo. Resta centrale la richiesta di un incontro con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il comitato punta a ottenere un confronto sulle difficoltà legate al costo del gasolio e sulle misure che potrebbero contribuire a contenere l’impatto sulle aziende di autotrasporto.
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