14 Ottobre 2026

Greta muore a 33 anni con la bambina che portava in grembo: il primo accesso in ospedale e il malore due ore dopo

greta astarita

Greta Astarita aveva 33 anni, un figlio piccolo e una bambina in arrivo. La sua morte, insieme a quella della piccola che portava in grembo, è ora al centro di un’inchiesta che dovrà chiarire quanto accaduto all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. La donna, originaria di Piano di Sorrento, era al settimo mese di gravidanza e si preparava alla nascita della figlia, prevista tra circa due mesi. Aveva già preparato la valigia per il ricovero e organizzato gli ultimi dettagli in vista del parto.

La tragedia si è consumata nell’arco di poche ore. Dopo essersi recata in ospedale per un dolore all’inguine, Greta era stata sottoposta ad accertamenti e successivamente dimessa. Una volta tornata a casa, però, le sue condizioni sono peggiorate improvvisamente.

La 33enne ha perso conoscenza ed è stato necessario richiedere nuovamente l’intervento dei soccorritori. Trasportata d’urgenza al San Leonardo, è arrivata in condizioni gravissime. I medici hanno tentato di salvarla, ma la bambina che portava in grembo era già morta e, poche ore dopo, anche la madre è deceduta.

La vicenda ha portato all’apertura di accertamenti per ricostruire la sequenza degli eventi, a partire dalla prima visita in ospedale fino al secondo ricovero. I familiari hanno presentato una denuncia e la salma è stata sequestrata per consentire gli approfondimenti necessari.

Il primo accesso al San Leonardo e il malore improvviso

Tutto sarebbe cominciato venerdì sera, quando Greta ha avvertito un dolore nella zona dell’inguine. Considerata la gravidanza al settimo mese, la donna ha raggiunto l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, accompagnata dai familiari, per sottoporsi ai controlli. La 33enne è stata indirizzata al reparto di Ginecologia, dove sono stati effettuati gli accertamenti sulle sue condizioni e su quelle della bambina. Secondo la prima ricostruzione, gli esami non avrebbero evidenziato elementi tali da far ritenere imminente un grave pericolo. Dopo le valutazioni cliniche, la donna è stata dimessa ed è tornata a casa.

Il peggioramento sarebbe avvenuto circa due ore dopo la prima visita. Greta si è sentita male e ha perso conoscenza, rendendo necessario un nuovo intervento sanitario. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e la donna è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione. Sulla vicenda indaga la polizia di Castellammare di Stabia, agli ordini del dirigente Francesco Cerciello. Gli investigatori dovranno esaminare la documentazione sanitaria, raccogliere le testimonianze e verificare gli accertamenti eseguiti durante il primo accesso, oltre alle ragioni che portarono alle dimissioni.

L’inchiesta sulla morte di Greta e della bambina

La ricostruzione dovrà chiarire anche quanto avvenuto dopo il ritorno a casa e durante il secondo ricovero. Gli eventuali profili di responsabilità potranno essere valutati soltanto sulla base degli elementi raccolti e degli approfondimenti medico-legali. La vicinanza temporale tra la prima visita e il successivo peggioramento, da sola, non dimostra l’esistenza di un errore sanitario. La tragedia si inserisce in un contesto che aveva già attirato l’attenzione sull’ospedale stabiese. Nei giorni precedenti, infatti, si era registrata una svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Salvatore Abrunzo, avvenuta nel marzo 2024. In quel procedimento è stata arrestata l’ex primaria del reparto di Ginecologia del San Leonardo, Eutalia Esposito, oggi in pensione. Le contestazioni relative a quel caso dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie e non possono essere automaticamente collegate alla vicenda di Greta.

La morte della 33enne e della bambina ha colpito la comunità di Piano di Sorrento e quella di Castellammare di Stabia. Al centro dell’inchiesta restano ora gli accertamenti clinici, la successione dei ricoveri e le circostanze che hanno preceduto il decesso della madre e della figlia. Per il figlio piccolo di Greta, la famiglia e le persone che attendevano la nascita della bambina, la tragedia lascia una perdita irreparabile. Saranno le verifiche investigative e medico-legali a dover fornire risposte sui fatti, senza anticipare conclusioni sulle eventuali responsabilità.

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