“Pensavo di non poter più cantare”: Claudio Baglioni torna sul palco dopo la paura, sette concerti da Roma, finale ai Fori Imperiali
Claudio Baglioni si prepara a tornare a cantare dal vivo a Roma dopo lo stop forzato che lo ha costretto a rivedere i propri programmi: “Quando sono stato male, qualche mese fa, ho temuto di non poter tornare più su un palco”. Il cantautore ha raccontato di aver vissuto con preoccupazione quel periodo, soprattutto per il rischio di non poter scegliere personalmente come e quando concludere il proprio percorso artistico. “Ho ‘rosicato’ perché volevo decidere io quando terminare il giro e non farlo decidere alla sorte“, ha spiegato, sottolineando quanto rappresenti per lui il ritorno davanti al pubblico.
La ripartenza avrà un significato particolare anche per il luogo scelto: Piazza di Siena, a Villa Borghese, ospiterà sette appuntamenti di “Che notte è questa! La partenza”, in programma il 24, 25, 27, 28, 30 e 31 ottobre e il primo novembre. Una serie di concerti che segna una nuova fase dopo il rinvio del GrandTour “La Vita è adesso”, riprogrammato per l’estate 2027.
“E quindi questo ritorno ha un grande valore per me: è una ripartenza. Pensavo che la parola fine fosse arrivata, invece c’è altro pezzo di viaggio da riprendere. E poi il palco è il luogo dove mi nascondo meglio”, ha dichiarato Baglioni, spiegando il legame con l’attività dal vivo e con il rapporto costruito negli anni con il pubblico.
La scelta di Piazza di Siena richiama anche un passaggio importante della sua carriera. Il 24 ottobre 1982, nello stesso luogo, si svolse “Alé-oò”, uno dei grandi raduni della musica dal vivo in Italia, che richiamò circa 250mila spettatori. Quarantaquattro anni dopo, il cantautore tornerà quindi nello spazio che ospitò uno degli eventi più significativi del suo percorso.
Il ritorno nel luogo simbolo di “Alé-oò”
Baglioni ha ricordato il peso che quell’esperienza ebbe nella sua storia personale e artistica: “Fu un momento di svolta, arrivava a 10 anni dai miei primi successi e cambiò qualcosa: fu come vivere un grande viaggio. Non fu un caso che qualche giorno dopo mi tagliai i capelli, a decretare la fine di un’epoca”. Il nuovo ciclo di concerti sarà costruito anche attorno a questo legame con la capitale. «Suoneremo nel cuore di questa città, con l’idea di mettere musica al centro e di essere al centro della musica», ha spiegato il cantautore, anticipando il senso degli appuntamenti romani che precederanno il progetto conclusivo annunciato per il 2027.
Il percorso che porterà alla conclusione di una carriera lunga oltre cinquant’anni prevede un’altra tappa a Roma. Il 23 ottobre 2027, dopo un tour di 50 concerti attraverso la penisola, Baglioni sarà protagonista ai Fori Imperiali con “Che notte è questa! Il ritorno”, appuntamento indicato come il momento del commiato. Il cantautore ha spiegato di non voler trasformare la serata in una semplice celebrazione: «Che notte sarà? Una notte che vorrei passasse alla storia, ma non un concerto celebrativo, piuttosto che porti tutti a pensare che qualcosa ci è successo davvero». E ha aggiunto: «A Roma ho suonato ovunque, dagli stadi al balcone della mia casa di ragazzo nel quartiere di Centocelle, passando per il Foro Italico, l’Aula Magna della mia Università, il Vaticano, il Colosseo, le carceri, il Quirinale. Mi mancano solo i cortili».
Il lungo addio e il concerto ai Fori Imperiali nel 2027
Il rapporto con la capitale, ha spiegato, è caratterizzato da affetto ma anche da una particolare pressione: «Roma mi ha dato tanto ed è stata spesso testimone della cose che ho fatto, ma è anche la città che mi mette più tensione, dove devo dimostrare di più, perché il romano è scettico ed è il più difficile da conquistare. I Fori Imperiali chiuderanno un cerchio, forse non sarà l’ultimo live, ma sicuramente l’ultimo di un certo tipo di live». Tra i desideri che il cantautore vorrebbe ancora realizzare c’è un concerto a Centocelle, quartiere in cui è cresciuto, magari nel grande spazio dell’aeroporto militare. Per il momento, tuttavia, l’idea resta un progetto senza una data. Baglioni ha anche commentato l’esibizione di Ultimo a Tor Vergata: «Sono molto felice per lui. Come diceva Pippo Baudo: l’ho inventato io a Sanremo», ha scherzato imitando la voce del celebre presentatore.
Durante l’incontro in Campidoglio, accolto dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore ai Grandi eventi Alessandro Onorato, Baglioni ha ripercorso con ironia il proprio rapporto con la musica e con il lavoro: “Se ci penso, devo dire che è stato bellissimo. Quello che ho fatto è sempre stato meglio che lavorare“, ha detto scherzando. “È come se avessi giocato tutta la vita. Arrivare a 75 anni e poter dire di aver giocato per quasi tutti e 75 gli anni è una gran cosa. In molte lingue, del resto, per giocare e suonare si usa la stessa parola”. Nel corso dell’incontro è emersa anche l’ipotesi scherzosa di un incarico da sindaco di Roma per un giorno. Alla domanda, Gualtieri ha risposto: “Ci penseremo”. Baglioni ha replicato con ironia: «Mi piace esplorare, fare cose nuove e il sindaco per un giorno l’hanno già fatto altri, quindi non so se accetterò». Più netta, invece, la battuta sull’eventualità di tornare alla direzione artistica del Festival di Sanremo: “Be’, allora meglio fare il sindaco per un giorno…”.
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