Zelensky mostra la foto della famiglia uccisa nel raid russo: «Il Pentagono dovrebbe vederla»
Una fotografia familiare trasformata nel simbolo dell’orrore della guerra. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato l’immagine di una coppia insieme ai propri figli, tutti uccisi durante un attacco missilistico russo contro il villaggio di Radushne, nei pressi di Kryvyi Rih.
Secondo le autorità ucraine, nell’abitazione colpita hanno perso la vita cinque componenti della stessa famiglia: i due genitori e i loro tre figli. Un’intera famiglia cancellata in pochi istanti mentre si trovava all’interno della propria casa.
Zelensky ha accompagnato la pubblicazione della fotografia con un appello diretto agli Stati Uniti e, in particolare, ai vertici militari americani: «Questa foto dovrebbe essere vista al Pentagono». Un messaggio con cui il presidente ucraino è tornato a chiedere maggiori sistemi di difesa aerea per proteggere le città e la popolazione civile dagli attacchi russi.
Secondo le prime informazioni diffuse da Kiev, per colpire il villaggio sarebbe stato utilizzato un missile balistico di fabbricazione nordcoreana. Le autorità ucraine stanno analizzando i frammenti recuperati sul luogo dell’esplosione per stabilire con certezza il tipo di arma impiegata.
Il raid si sarebbe inserito in una vasta offensiva condotta dalla Russia con decine di missili e centinaia di droni contro diverse regioni ucraine. Gli attacchi hanno provocato vittime, feriti e gravi danni ad abitazioni e infrastrutture civili. Nei giorni scorsi Kiev ha nuovamente denunciato la carenza di sistemi Patriot e di munizioni intercettrici, indispensabili per contrastare i missili balistici.
La fotografia condivisa da Zelensky mostra una famiglia sorridente prima della tragedia. Per il presidente ucraino quell’immagine rappresenta la conseguenza concreta dei ritardi negli aiuti militari e delle difficoltà dell’Ucraina nel difendere il proprio spazio aereo.
«Non si tratta soltanto di armi o decisioni politiche», è il senso dell’appello lanciato da Kiev. Dietro ogni missile che riesce a superare le difese ci sono abitazioni distrutte, bambini uccisi e famiglie che non esistono più.
Mosca continua a sostenere di colpire esclusivamente obiettivi militari. Le autorità ucraine, invece, accusano la Russia di condurre una campagna sistematica contro le città e la popolazione civile. Accuse respinte dal Cremlino, mentre il numero delle vittime continua ad aumentare e ogni nuova fotografia proveniente dalle zone bombardate racconta il prezzo umano di una guerra che non sembra trovare una fine.
