Ritorna il Festival del Genio di Palermo: fino al 7 maggio, alla scoperta della città

Per i palermitani, il Genio è una presenza. Impalpabile, leggero, lo si ritrova su arazzi sbiaditi, fontane dimenticate, costoni sconnessi. E’ il nume laico della città, molto più antico della Santuzza, ma non per questo meno amato: meno trionfale e più quotidiano, è il protettore degli artisti, dei narratori, dei sognatori, dei geni, appunto, di tutti coloro che hanno lasciato traccia nella vita.

Ed ecco quindi che Il Genio di Palermo, organizzato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori e dall’Università di Palermo con partner SiMuA, Comune di Palermo, Soprintendenza regionale ai Beni culturali, Città metropolitana e Amap, e i tanti privati che partecipano al progetto – diventa una caccia al tesoro nel segno della creatività e dell’intraprendenza.

Il festival ha cercato e trovato il Genio in antiche residenze nobiliari, nelle icone votive, scolpito nelle “vare” o, da protagonista barocco, eccolo che guarda placido i giardini. Genio come figura identitaria della città ma anche, in senso esteso, come parola che indica talento, capacità di intuizione e di innovazione di cui l’Università vuole essere incubatore e lievito. E stringendo ancor più il rapporto con il progetto Ho scelto il Sud: chi ha scelto di restare o tornare in Sicilia sarà raccontato in tre scuole della città.

La presentazione, oggi, nel corso di una conferenza stampa. Il programma si articola in tre weekend, dal prossimo venerdì (21 aprile), fino a domenica 7 maggio. Il festival del Genio di Palermo è giunto così alla sua seconda edizione, dopo il bel successo dello scorso anno: e mai come in questo periodo in cui la città trabocca di turisti, è interessante aprire al pubblico e far parlare – la formula è sempre quella delle Vie dei Tesori la cui regola resta “un luogo non raccontato è un luogo muto” – palazzi nobiliari, giardini, laboratori artigianali, archivi, sorgenti; ma anche organizzare esperienze imperdibili, dal cielo al mare; ascoltare professori universitari, storici, giornalisti che approfondiscono temi creativi, spunti inediti, mostrando un ulteriore punto di vista.

“La nostra comunità accademica – spiega il rettore Massimo Midiri – è fortemente coinvolta in questa seconda edizione del Genio di Palermo: città e università si integrano nella conoscenza di luoghi e ambienti, sviluppando quello che si intende come Terza Missione. Inoltre l’università sta ampliando il suo Sistema museale e su questo coinvolgeremo il Genio. Tra i progetti c’è quello di ridare vita ai magazzini di via Lincoln”.

Tra i partner del Genio, il Comune di Palermo. “Un’iniziativa che mette in risalto la genialità in tutta le sue forme – sottolinea l’assessore alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta -, ma mi piace anche pensare che il Genius Loci, da divinità ctonia, quindi sotterranea, con questo festival esce allo scoperto, si trasforma, diventa solare”.

Creatività e ingegno: per la prima volta in assoluto si entrerà nella casa museo degli Incorpora, la dinastia di fotografi della Palermo Felicissima. Il fortuito ritrovamento di un baule scampato ai bombardamenti del ’43 ha riportato alla luce fotografie, apparecchi fotografici, lastre, oggetti quotidiani. Il racconto di un’epoca elegante e sontuosa. “Luoghi ispirati alla figura del Genio, ma anche siti che esprimono talento, creatività, innovazione – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -. Quattordici luoghi, altrettante esperienze e ventuno passeggiate in cui saranno tanti i professori universitari che scendono in strada seminando conoscenza, dal centro alle periferie”.

Si scoprirà il piccolo e prezioso Museo della subacquea, voluto da Sebastiano Tusa e tenuto in vita da un gruppo di appassionati sub: un vero tesoro di apparecchiature ingegnose utilizzate sin dagli anni Trenta per scendere sott’acqua. Si cercheranno le tracce degli artisti geniali: primo fra tutti Ernesto Basile, protagonista di alcune passeggiate, ma anche di visite al sontuoso Palazzo Francavilla, affacciato sul Teatro Massimo, al Villino Florio, rinato dopo l’incendio che lo distrusse; e della dinastia dei Serpotta, a iniziare dal giovanissimo Giacomo e dalla sua prima “palestra” creativa, l’Oratorio di San Mercurio.

Ma, non solo. Le passeggiate guidate da professori universitari ed esperti condurranno tra meraviglie botaniche, tesori d’arte, collezioni scientifiche, sulle tracce del Basile o del Grand Tour, tra spazi pubblici e luoghi privati, aree verdi e borghi art nouveau. Si cercherà il cuore stratificato della cattedrale con Giovanni Travagliato, il genio di Carlo Scarpa con Santo Giunta, le infinite declinazioni del Liberty con Danilo Maniscalco, le variabili architettoniche con Maria Sofia Di Fede.

Si parlerà di speculazioni urbane con Daniele Ronsisvalle, di uno Zen inedito con il geografo Marco Picone, di Ballarò alla ricerca della sua identità con Renzo Lecardane; di poveri vicoli e grandi affabulatori, geni e truffatori con Mario Pintagro. Sia Sergio Intorre che Palermo Aperta a Tutti condurranno in giro per la città sulle tracce dei geni, Astrid Natura cercherà l’anima green vicina a Palermo.