Violenza a scuola, muore a 19 anni: non ce l’ha fatta lo studente accoltellato a La Spezia

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È morto il 19enne accoltellato nella mattinata di ieri in una scuola della Spezia. Lo comunicano fonti dell’ospedale Sant’Andrea dove era ricoverato in condizioni gravissime a causa delle ferite riportate. Il ragazzo era stato sottoposto a una delicata operazione chirurgica ed era stato trasferito in rianimazione nel pomeriggio, ma le condizioni si sono aggravate in serata. Il ragazzo viveva in città ed era originario di Fayyum, in Egitto.

Per l’accoltellamento, poi divenuto un delitto, è stato fermato un 18enne di nazionalità marocchina. Alla base della lite sfociata in omicidio, secondo quanto ricostruito dalla polizia, ci sarebbe una ragazza contesa.

Nei locali dell’istituto scolastico è intervenuto personale della polizia scientifica per i rilievi conseguenti al fatto. Sono in corso indagini da parte della locale squadra mobile per chiarire la dinamica dell’evento.

Purtroppo il ragazzo non ce l’ha fatta nonostante l’intervento chirurgico. Una tragedia ingiustificata che ha motivi culturali inaccettabili. I nostri figli non possono andare a scuola e rischiare la vita. Noi istituzioni dobbiamo fare di piu, ma di fronte a questi comportamenti diventa difficile. Siamo sconcertati, è un brutto colpo per la vittima, per la famiglia, ma anche per tutti e noi”. Lo ha detto a Sky Tg24 il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini che sulla nazionalità dell’accoltellatore dice: “Italiano? No, è originario di un altro paese del Maghreb, domani avremo notizie piu precise”. Parlando invece del nuovo pacchetto sicurezza del Governo Peracchini afferma: “Sono assolutamente favorevole, anzi sarei piu drastico perché la situazione sta sfuggendo di mano. Se passa il messaggio che qualunque cosa si può fare e non viene punita non siamo più nella democrazia. Metal detector a scuola? Sarebbe anche giusto. Servono provvedimenti seri per proteggere i nostri ragazzi. Lutto cittadino? No, perché non si può speculare su un episodio di violenza di questo tipo. Bisogna cercare di fare capire che quella cultura è sbagliata”.

“Al governo Meloni chiedo semplicemente di ascoltare noi, Comuni e sindaci. Chiedo provvedimenti più severi: chi sbaglia deve capire che non la fa franca e le vittime non devono essere colpevoli di essere vittime, vanno tutelate. Dobbiamo vivere in democrazia con più serenità. Non è possibile che succedano fatti come quelli di oggi. Una famiglia non può non vedere arrivare a casa il proprio figlio perché qualcuno pensa di usare un coltello come fosse un bicchiere d’acqua”, ha aggiunto a Otto e mezzo su La7.

“La notizia della scomparsa del ragazzo aggredito alla Spezia, nella sua stessa scuola, è una di quelle che non vorremmo mai sentire. Non possiamo che esprimere il più sincero cordoglio, a nome nostro e di tutta la Regione, alla famiglia e agli amici della giovanissima vittima di questa insensata tragedia”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicepresidente Simona Ferro.

“C’è un innegabile aumento della violenza tra i giovani e nella società, soprattutto nelle fasce giovanili, ma c’è fortunatamente un’esigenza di rispetto ed è la risposta più adeguata a questa violenza”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenuto a Tg2 Post. “Alla scorsa maturità la maggioranza dei giovani ha scelto il tema sul rispetto e noi lo abbiamo messo al centro dei nuovi programmi scolastici. Martedi’ in occasione della giornata del rispetto si deve parlare molto nelle scuole di questo argomento. Se ho sentito la famiglia? Certamente lo farò. Andare a La Spezia? Vediamo se sarà compatibile con i miei impegni di Governo”.