Capodanno e sparatoria allo Zen, identificati i giovani del video shock: indagini serrate e massima allerta

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Il video choc della sparatoria allo Zen continua continua a tenere alta l’attenzione delle forze dell’ordine: le immagini, diventate virali nella notte di Capodanno, mostrano tre giovani a volto scoperto che imbracciano armi da fuoco e sparano colpi in aria in una delle zone più delicate del capoluogo siciliano. Un episodio che ha immediatamente riaperto il dibattito su criminalità, degrado urbano e controllo del territorio nello Zen.

Il filmato ha fatto il giro dei social network in poche ore, diventando uno dei contenuti più condivisi e commentati a Palermo e in tutta la Sicilia. Il tono spavaldo dei protagonisti, che ridono, si abbracciano e si posizionano come in una scena cinematografica prima di fare fuoco, ha suscitato sconcerto e preoccupazione.

Le indagini si sono subito concentrate sull’analisi dei frame del video, considerati elementi centrali per la ricostruzione dei fatti. Gli investigatori stanno valutando ogni dettaglio, dall’abbigliamento ai movimenti, fino al tipo di armi utilizzate, per stabilire con precisione ruoli, responsabilità e provenienza dell’arsenale.

Nei primi giorni dopo la diffusione del filmato era stato già riconosciuto uno dei protagonisti. Si tratta di un giovane già noto alle cronache per un grave episodio avvenuto nel dicembre 2022 nella discoteca Mob di Carini, dove era stato accusato di tentato omicidio dopo una sparatoria, accusa poi caduta nel corso del processo.

Identificati gli altri protagonisti del video

Con il passare delle ore e grazie al lavoro degli inquirenti, sarebbero stati identificati, come riporta gds.it, anche gli altri due ragazzi ripresi nel video. Secondo quanto trapela da fonti investigative, uno dei giovani che impugna il fucile sarebbe G.B., mentre uno dei due pistoleri sarebbe S.B.

Entrambi risulterebbero già conosciuti alle forze di polizia, dettaglio che ha ulteriormente rafforzato l’ipotesi di un episodio legato a contesti di illegalità diffusa e microcriminalità organizzata nella zona dello Zen. Il filmato resta al centro dell’inchiesta. Le immagini non mostrano solo l’atto dello sparo, ma raccontano un clima di leggerezza e di sfida che preoccupa gli investigatori e le istituzioni locali.