Cronaca

Spari in una discoteca di Catania, il Questore sospende la licenza per trenta giorni

A Catania spari in una discoteca: il questore sospende la licenza per trenta giorni. Il provvedimento emanato dal Questore scaturisce dal grave episodio, spiega una nota della polizia, che si è verificato in un locale in via Acquicella Porto al cui interno, nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, un giovane di vent’anni è stato ferito ad una gamba per via dell’esplosione di colpi di arma da fuoco.

Il locale resterà chiuso per trenta giorni a seguito della notifica, avvenuta nella mattinata del 31 ottobre, del provvedimento di sospensione della licenza emesso dal Questore di Catania che consente la sospensione della licenza da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza quando all’interno di un esercizio siano “avvenuti tumulti o gravi disordini” e in ogni caso, ogniqualvolta l’esercizio “costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

Il provvedimento scaturisce da quanto avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, quando la centrale operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri veniva allertata dalla chiamata di una donna che riferiva che “poco prima un giovane era stato attinto da colpi di arma da fuoco e quindi trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Catania”. L’attività condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Catania Fontanarossa consentiva di ricostruire quanto avvenuto all’interno del locale, “dove un uomo, dopo avere avuto una interlocuzione verbale con la vittima, all’interno della pista da ballo affollata da numerosi avventori, estraeva una pistola ed esplodeva un numero imprecisato di colpi al suo indirizzo per poi allontanarsi”. Le successive verifiche hanno consentito di accertare “la grave turbativa alla sicurezza pubblica provocata ed il forte allarme sociale suscitato: ed infatti, attraverso la ricostruzione dei gravi fatti verificatisi, è stato appurato che i numerosi colpi esplosi seminavano il panico tra i giovani avventori e, cosa ancor più grave, mettevano in pericolo l’incolumità degli stessi”.

redazione

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