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È morto il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo: dalla diplomazia in Vaticano alla guida della Chiesa siciliana

È morto il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, protagonista di un lungo percorso nella diplomazia della Santa Sede e nella guida della Chiesa siciliana.

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute avevano suscitato preoccupazione. A giugno era stato ricoverato all’ospedale San Marco di Catania e, in seguito, la comunità ecclesiale siciliana aveva promosso momenti di preghiera per accompagnarlo durante la malattia. Romeo, nato ad Acireale il 20 febbraio 1938, aveva dedicato gran parte della propria vita al servizio della Chiesa, ricoprendo incarichi diplomatici in diversi Paesi e successivamente assumendo la guida dell’arcidiocesi di Palermo.

La sua attività si era sviluppata tra il Vaticano, le rappresentanze pontificie all’estero e le responsabilità pastorali in Sicilia, fino alla nomina ad arcivescovo metropolita di Palermo da parte di Benedetto XVI, il 19 dicembre 2006.

Nel corso della sua carriera aveva partecipato anche al conclave del marzo 2013, durante il quale era stato eletto Papa Francesco. Nel 2015 aveva lasciato la guida dell’arcidiocesi palermitana, diventando arcivescovo emerito.

Dalla formazione ad Acireale agli incarichi nella diplomazia vaticana

Paolo Romeo era nato ad Acireale, in provincia di Catania, il 20 febbraio 1938, quinto di nove figli. Aveva frequentato le scuole elementari nel collegio Pennisi dei gesuiti e le classi medie nella scuola statale Paolo Vasta, prima di entrare nel seminario vescovile della città. Completati gli studi ginnasiali e liceali, aveva intrapreso il percorso teologico. Nel 1959 era stato inviato a Roma come alunno dell’Almo Collegio Capranica, dove aveva proseguito la formazione accademica conseguendo la licenza in teologia alla Pontificia Università Gregoriana e la laurea in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense.

Il 18 marzo 1961 era stato ordinato sacerdote nella cappella del seminario vescovile di Acireale. Dopo l’ordinazione aveva continuato gli studi, affiancandoli al ministero sacerdotale, svolto anche come assistente del gruppo scout Roma IX presso il collegio San Giuseppe di piazza di Spagna. In quegli anni aveva seguito inoltre l’associazione Silenziosi Operai della Croce, impegnata nell’accompagnamento e nell’animazione spirituale delle persone ammalate. Un’attività che aveva affiancato agli incarichi formativi e pastorali. Dopo aver frequentato la Pontificia Accademia Ecclesiastica, il 1° gennaio 1967 era entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Le prime destinazioni erano state le rappresentanze pontificie nelle Filippine, in Belgio e Lussemburgo, presso le Comunità Europee, in Venezuela, in Rwanda e in Burundi.

Il lavoro in Segreteria di Stato e le nomine episcopali

Nel 1976 Romeo era stato richiamato in Segreteria di Stato, nell’allora Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. Il suo incarico riguardava in particolare la vita della comunità cattolica in America Latina e le attività del Consiglio episcopale latinoamericano, il Celam. In quel periodo il Consiglio era impegnato nella preparazione della terza Conferenza generale dell’episcopato continentale, inaugurata da Giovanni Paolo II il 29 gennaio 1979 nella basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Romeo aveva inoltre assicurato la direzione della casa internazionale del clero e svolto il ruolo di assistente regionale per il Lazio dell’Agesci. Il 17 dicembre 1983 era stato nominato arcivescovo titolare di Vulturia e nunzio apostolico ad Haiti. L’ordinazione episcopale era stata conferita da Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1984. La missione ad Haiti si era svolta in una fase complessa della storia nazionale, segnata dalla caduta del regime Duvalier e dai colpi di Stato che avevano accompagnato il percorso verso la democrazia. Nell’aprile 1990 il Papa lo aveva quindi inviato in Colombia, dove era rimasto fino al 5 febbraio 1999, quando era stato nominato nunzio apostolico in Canada. Il 17 aprile 2001 era tornato a Roma con l’incarico di nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino. La successiva nomina alla guida dell’arcidiocesi di Palermo aveva segnato il passaggio dalla diplomazia pontificia al governo pastorale di una delle principali sedi ecclesiastiche siciliane.

Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, assegnandogli il titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani. La diaconia era stata elevata pro hac vice a titolo presbiteriale. Il 3 ottobre 2010 Romeo aveva accolto Papa Benedetto XVI durante la visita del Pontefice a Palermo. Un appuntamento che aveva coinvolto la città e la comunità ecclesiale del capoluogo siciliano. Il 27 ottobre 2015 era diventato arcivescovo emerito di Palermo, dopo aver guidato l’arcidiocesi per quasi nove anni. Nel corso del suo ministero era stato anche presidente della Conferenza episcopale siciliana e gran priore della Luogotenenza siciliana dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Dal 8 aprile 2013 al 31 marzo 2015 aveva inoltre svolto il ruolo di amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell’Eparchia di Piana degli Albanesi di Sicilia. La sua attività aveva attraversato diversi momenti della storia recente della Chiesa, dagli incarichi diplomatici durante i pontificati di Paolo VI e Giovanni Paolo II fino alla partecipazione al conclave del marzo 2013, che aveva portato all’elezione di Papa Francesco. (foto diocesi Acireale) 

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redazione

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