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Sahara Ray, modella ed ex di Justin Bieber, muore a 34 anni: era appena diventata mamma, c’è un’ipotesi sulla tragedia

La modella e stilista australiana Sahara Ray è morta a 34 anni, pochi mesi dopo aver dato alla luce la sua prima figlia. La notizia è stata confermata dalla famiglia il 19 ottobre, mentre restano da chiarire le circostanze del decesso. Ray, conosciuta anche per la sua passata relazione con il cantante Justin Bieber, era diventata mamma a gennaio. La bambina, chiamata Snow, era il suo primo figlio. La morte della donna è stata comunicata ai media statunitensi dai familiari, che hanno riferito che si è spenta in ospedale circondata dai propri cari.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, la modella sarebbe stata colpita da un’overdose di fentanyl il 16 ottobre e sarebbe stata trasferita d’urgenza in un ospedale di Los Angeles. Le informazioni pubblicate dai media indicano che le sue condizioni sarebbero state estremamente gravi, tanto da richiedere il supporto delle macchine per mantenerla in vita.

Una fonte citata dal quotidiano britannico ha riferito che il 18 ottobre i familiari avrebbero deciso di interrompere il supporto vitale. Si tratta, tuttavia, di ricostruzioni giornalistiche: al momento non è stata resa nota una causa ufficiale del decesso da parte delle autorità.

Non è inoltre chiaro se l’eventuale overdose sia stata accidentale o intenzionale. In assenza di conferme ufficiali, le circostanze della morte di Sahara Ray restano quindi da accertare.

La relazione con Justin Bieber e la nascita della figlia Snow

Il nome di Sahara Ray era diventato noto anche al pubblico internazionale per la breve relazione con Justin Bieber nel 2016. La frequentazione con il cantante canadese aveva attirato l’attenzione dei media e contribuito alla notorietà della modella.

Negli anni successivi Ray aveva proseguito il proprio percorso nel mondo della moda, lavorando anche come stilista. A gennaio era arrivata la nascita della figlia Snow, un passaggio importante della sua vita personale avvenuto pochi mesi prima della morte.

Fentanyl, perché questa sostanza può provocare un’overdose

La vicenda ha riportato l’attenzione sul fentanyl, un potente oppioide sintetico utilizzato in medicina per trattare dolori intensi, ma associato anche a numerosi decessi per overdose quando viene assunto in modo improprio o senza controllo sanitario. Negli Stati Uniti la crisi degli oppioidi rappresenta da anni una grave emergenza di salute pubblica. Il fentanyl è tra le sostanze che contribuiscono al numero elevato di morti per overdose, soprattutto quando viene assunto al di fuori di un contesto medico o è presente in droghe di composizione sconosciuta.

Il farmaco è approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per specifiche indicazioni mediche e deve essere utilizzato esclusivamente secondo le prescrizioni e sotto supervisione sanitaria. La sua potenza rende particolarmente rischioso un uso non controllato. Un’overdose da oppioidi può provocare una grave depressione respiratoria, fino all’arresto del respiro. Tra i possibili segnali figurano respirazione lenta o assente, perdita di coscienza e difficoltà a svegliare la persona. In caso di sospetta overdose è fondamentale chiamare immediatamente i servizi di emergenza. La naloxone, un farmaco in grado di contrastare temporaneamente gli effetti degli oppioidi, può contribuire a salvare una vita se somministrata tempestivamente. Anche dopo la sua somministrazione è necessario l’intervento dei soccorritori, perché gli effetti della sostanza possono ripresentarsi. (foto instagram sahara ray) 

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redazione

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