17 Ottobre 2026

Scuola, stop ai compiti “fuori orario” sul registro elettronico: il ministero ufficializza la “stretta”, ecco cosa cambia dal 2026/2027

scuola superiore ragazzi

Cambia la gestione dei compiti a casa: il Ministero dell’Istruzione interviene sull’uso del registro elettronico per le consegne fuori dall’orario delle lezioni. La novità riguarda una pratica diventata frequente nelle scuole italiane, con compiti e comunicazioni inseriti nel registro elettronico durante il pomeriggio, la sera o nei fine settimana. L’obiettivo indicato dal Ministero è riportare maggiore chiarezza nella gestione del lavoro scolastico e dei tempi dedicati allo studio.

La disposizione è contenuta in una nuova nota ministeriale destinata alle scuole per l’anno scolastico 2026/2027. Il documento invita gli istituti a organizzare le consegne durante le ore di lezione, evitando che studenti e famiglie debbano controllare continuamente piattaforme e dispositivi digitali.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha collegato l’intervento alla necessità di favorire un rapporto più ordinato con lo studio, puntando su metodo, responsabilità e maggiore equilibrio nella gestione del tempo.

Secondo i dati citati da Skuola.net, il fenomeno riguarda una parte molto ampia degli studenti. Le rilevazioni indicano infatti che soltanto il 24% degli alunni riceve normalmente tutti i compiti durante le ore di scuola, senza successive comunicazioni attraverso strumenti digitali.

La stretta sul registro elettronico

La nota del Ministero stabilisce che le consegne dovrebbero essere comunicate in classe e entro il termine delle lezioni, valorizzando anche il tradizionale diario cartaceo. L’indicazione riguarda in particolare l’utilizzo del registro elettronico per aggiungere nuovi compiti a distanza di ore dalla fine della giornata scolastica. Il documento chiede di evitare inserimenti nel registro nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana quando questi obbligano studenti e famiglie a verificare continuamente eventuali nuovi aggiornamenti. La questione riguarda quindi non soltanto i compiti, ma anche il modo in cui gli strumenti digitali vengono utilizzati dalla scuola. I numeri raccolti da Skuola.net descrivono una situazione nella quale il confine tra orario scolastico e tempo libero risulta spesso ridotto. Il 62% degli studenti, secondo il monitoraggio citato, riceve con una certa frequenza nuove attività attraverso registro elettronico, email o chat dopo la fine delle lezioni. Per un ulteriore 14% degli studenti, invece, l’assegnazione fuori orario rappresenterebbe una situazione abituale. Sommando le diverse modalità indicate dalla rilevazione, circa tre studenti su quattro sarebbero quindi interessati periodicamente da nuove consegne comunicate dopo la fine delle lezioni.

La nuova impostazione ministeriale punta anche a evitare una concentrazione eccessiva delle verifiche. La nota invita infatti a una programmazione collegiale del lavoro didattico, così da limitare il rischio che più prove scritte o orali vengano fissate nella stessa giornata. Tra le indicazioni rivolte alle scuole compare inoltre l’invito a favorire la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali. Il registro elettronico resta quindi uno strumento della scuola, ma il suo utilizzo viene ricondotto a modalità considerate più compatibili con i tempi delle lezioni e dello studio.

Compiti digitali anche durante le vacanze estive

Il fenomeno delle comunicazioni successive alla fine delle lezioni non riguarda soltanto i pomeriggi e i fine settimana. I dati relativi alle ultime vacanze estive mostrano che una parte consistente degli studenti ha ricevuto nuove consegne digitali anche dopo la conclusione dell’anno scolastico. Secondo la rilevazione citata, il 54% degli studenti ha ricevuto compiti attraverso strumenti digitali dopo l’ultima campanella di giugno. Per il 31% si sarebbe trattato di attività aggiuntive rispetto a quelle già comunicate durante le lezioni, mentre il 23% avrebbe ricevuto la parte principale del lavoro estivo a vacanze già iniziate.

La nuova direttiva del Ministero interviene quindi su una modalità di organizzazione dello studio che negli ultimi anni è stata favorita dalla diffusione del registro elettronico, delle email e delle chat. Le scuole sono chiamate a programmare con maggiore attenzione le consegne e a evitare comunicazioni tardive che estendano di fatto l’orario scolastico oltre la fine delle lezioni. Il provvedimento per l’anno scolastico 2026/2027 introduce così indicazioni più precise sul rapporto tra scuola, compiti a casa e strumenti digitali, con particolare attenzione alla gestione delle comunicazioni fuori dall’orario scolastico e alla necessità di organizzare il lavoro degli studenti durante le ore di lezione.

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