Inchiesta Cefpas, torna ai domiciliari l’ex deputato Ars Gallo: il Riesame annulla invece un’altra misura
Nuovo provvedimento nell’inchiesta sul Cefpas: il tribunale del Riesame di Caltanissetta ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto. Il procedimento riguarda l’indagine denominata “Corte dei miracoli”, nella quale sono coinvolti diversi esponenti e dirigenti pubblici. Il provvedimento del Riesame arriva dopo la precedente decisione con cui la misura custodiale nei confronti di Gallo Afflitto era stata modificata.
In seguito alle sue dimissioni dall’Assemblea regionale siciliana, infatti, il Gip aveva revocato la misura restrittiva sostituendola con la sospensione per dodici mesi dai pubblici uffici.
I magistrati nisseni avevano contestato quella decisione e presentato ricorso, chiedendo il ripristino della misura cautelare. Il Tribunale del Riesame ha ora accolto la richiesta relativa all’ex deputato regionale.
La nuova misura degli arresti domiciliari, tuttavia, non è immediatamente esecutiva. Il provvedimento resterà sospeso in attesa della decisione definitiva della Corte di Cassazione.
Le contestazioni nell’inchiesta sul Cefpas
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Gallo Afflitto avrebbe mantenuto una capacità di intervento sulle scelte amministrative anche dopo le dimissioni dall’Ars. Per i magistrati, il suo ruolo e la sua rete di relazioni non sarebbero stati ridimensionati dall’uscita dall’Assemblea regionale.
L’ex coordinatore provinciale di Forza Italia ad Agrigento è accusato di avere esercitato pressioni e condizionamenti sulle attività del Cefpas di Caltanissetta e dell’Asp di Agrigento, con l’obiettivo, secondo l’accusa, di ottenere vantaggi personali.
Il caso degli incarichi e del trasferimento della moglie
Al centro delle contestazioni ci sarebbero anche incarichi professionali, consulenze e affidamenti che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati indirizzati verso persone vicine all’ex parlamentare regionale. La procura contesta in particolare una gestione del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario condizionata da interessi personali. Tra gli episodi indicati dagli investigatori figura anche quello relativo alla moglie di Gallo Afflitto. Secondo l’accusa, l’ex deputato si sarebbe attivato per favorirne l’assunzione al Cefpas di Caltanissetta e, successivamente, avrebbe utilizzato un accordo con l’Asp di Agrigento per consentirne il trasferimento nella città di residenza.
Il procedimento cautelare resta comunque distinto dall’accertamento definitivo delle eventuali responsabilità. Le contestazioni riportate nell’inchiesta dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie, mentre la difesa di Gallo Afflitto ha già annunciato il ricorso alla Cassazione contro la decisione del Riesame. La stessa ordinanza del Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha invece prodotto un esito differente per Giuseppe Capodieci, ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, anch’egli coinvolto nell’inchiesta sul Cefpas. Nei confronti di Capodieci è stata infatti annullata la misura cautelare interdittiva. L’ex direttore generale era stato sospeso dall’incarico per sei mesi e successivamente aveva lasciato il proprio ruolo.
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