Lite in pizzeria, poi un 14enne e la mamma vengono pestati: anche insulti razzisti, locale chiuso per 15 giorni
Una lite iniziata con un alterco tra un cliente minorenne e il titolare di una pizzeria è degenerata in un’aggressione che ha coinvolto due adolescenti e la madre di uno di loro. Il provvedimento è scattato dopo un episodio avvenuto nella serata di giovedì 3 settembre all’interno di una pizzeria per asporto di via Beato Pellegrino. Il titolare, un uomo italiano di 58 anni, è stato denunciato dalla polizia al termine degli accertamenti.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la discussione avrebbe avuto origine intorno alle 21.30, quando il gestore avrebbe avuto un alterco con un cliente di 15 anni. Nel corso della lite sarebbero state pronunciate pesanti offese nei confronti del ragazzo.
A quel punto sarebbe intervenuto un altro adolescente, un 14enne di origine nigeriana, che avrebbe preso le difese del coetaneo. La situazione sarebbe rapidamente degenerata e il titolare avrebbe colpito il ragazzo con un pugno al volto, rivolgendogli inoltre ulteriori insulti, tra cui frasi con contenuto razzista.
Dopo l’aggressione, il giovane avrebbe informato i propri familiari di quanto accaduto. Poco dopo, nella pizzeria di via Beato Pellegrino, sarebbero arrivate la madre del ragazzo, una donna di 50 anni, e la sorella di 22 anni.
L’arrivo della madre e la minaccia con l’asta metallica
La presenza dei familiari non avrebbe riportato la situazione alla calma. Al contrario, secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia, il titolare avrebbe rivolto minacce alle due donne e avrebbe preso da dietro il bancone un’asta metallica. L’uomo avrebbe quindi brandito l’oggetto contro la madre del 14enne e la sorella del ragazzo. La donna di 50 anni, nel tentativo di disarmarlo, sarebbe stata colpita a una gamba. A quel punto avrebbe chiesto l’intervento delle forze dell’ordine attraverso il 113. La chiamata alla polizia aveva segnalato una possibile rissa all’interno dell’esercizio commerciale. Quando le pattuglie sono arrivate sul posto, la pizzeria risultava già chiusa, ma gli agenti sono riusciti a individuare le persone coinvolte nell’episodio.
Attraverso le testimonianze raccolte, gli investigatori hanno quindi ricostruito le diverse fasi della vicenda avvenuta a Padova, partendo dalla discussione iniziale tra il titolare e il quindicenne e arrivando all’intervento del secondo ragazzo e dei suoi familiari. Gli agenti hanno inoltre proceduto al sequestro dell’asta metallica utilizzata durante la fase più concitata dell’episodio. L’oggetto è stato acquisito nell’ambito degli accertamenti sulla presunta aggressione. La madre del ragazzo e il figlio sono stati accompagnati in pronto soccorso. Successivamente hanno formalizzato la querela nei confronti del 58enne, tornando poi a casa senza farsi refertare le contusioni riportate.
La denuncia e la chiusura della pizzeria per 15 giorni
Al termine degli accertamenti, il titolare del locale è stato denunciato per il reato di percosse aggravate. Tra gli elementi contestati figurano l’utilizzo dell’asta metallica, considerata un’arma impropria, e la minore età di una delle persone coinvolte. Secondo quanto riferito, nella vicenda è stata inoltre contestata l’aggravante legata alla discriminazione razziale, in relazione agli insulti rivolti al 14enne durante la discussione. L’uomo, 58 anni, risulta avere precedenti penali. Anche il giovane 14enne coinvolto nell’episodio risulta gravato da precedenti, nonostante la giovane età, elemento emerso durante gli accertamenti svolti dalla polizia. La vicenda ha avuto anche conseguenze sull’attività commerciale. Considerata la gravità dell’episodio e la scarsa collaborazione fornita dal proprietario, il questore ha disposto la sospensione temporanea dell’esercizio.
Il provvedimento prevede la chiusura della pizzeria per 15 giorni. La sospensione è stata notificata al titolare il 5 settembre, pochi giorni dopo l’aggressione avvenuta all’interno del locale. Il provvedimento amministrativo si aggiunge quindi agli accertamenti di natura penale avviati dopo la denuncia presentata dalle persone coinvolte. Restano ora da definire, nell’ambito delle procedure previste, gli ulteriori sviluppi della vicenda.
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