16 Settembre 2026

La tredicenne violentata nel minimarket, 42enne scarcerato subito: la decisione del gip, nuova mossa della Procura

foto minimarket torino

La Procura di Torino si prepara a impugnare davanti al Tribunale del Riesame la decisione del Gip sul 42enne arrestato per una molestia ai danni di una tredicenne. Il procedimento riguarda un uomo di 42 anni che era stato fermato dalla polizia dopo l’episodio avvenuto all’interno del minimarket di Borgo Vittoria dove lavorava (LEGGI). Secondo quanto emerso, la vittima sarebbe una tredicenne entrata nel negozio, mentre gli accertamenti giudiziari sono ancora in corso. Il Gip, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ha scelto una misura cautelare meno severa rispetto a quella richiesta dall’accusa. Per il 42enne è stato disposto infatti l’obbligo di firma.

La decisione del giudice non aveva previsto neppure la convalida del fermo eseguito dalla polizia. Il punto centrale della valutazione del Gip riguarda il pericolo di fuga, che secondo il giudice non sarebbe stato presente in misura tale da giustificare la convalida del fermo. L’uomo avrebbe inoltre assunto, secondo quanto riportato nel provvedimento, un atteggiamento considerato collaborativo durante gli accertamenti.

Il Gip avrebbe inoltre ritenuto che le esigenze cautelari potessero essere garantite attraverso l’obbligo di firma. Si tratta di una misura che impone all’indagato di presentarsi secondo le modalità stabilite dall’autorità giudiziaria, senza prevedere la custodia in carcere. La Procura, tuttavia, non condivide la valutazione effettuata dal giudice e ha deciso di ricorrere al Tribunale del Riesame per chiedere una nuova valutazione delle misure cautelari.

La vicenda ha avuto anche un seguito al di fuori dell’aula giudiziaria. Sulla saracinesca del minimarket di Borgo Vittoria è comparsa una scritta realizzata con vernice verde, con un insulto rivolto all’uomo accusato. L’episodio è stato quindi accompagnato da una forte reazione nell’area interessata, mentre sul piano giudiziario il procedimento continua attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

La decisione del Gip e il ricorso della Procura

La scelta del Gip è stata motivata principalmente dall’assenza, secondo la valutazione del giudice, di un concreto pericolo di fuga. Il fermo eseguito dalla polizia non è stato quindi convalidato, nonostante il riconoscimento della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Il giudice avrebbe tenuto conto anche del comportamento successivo dell’indagato, descritto come collaborativo e caratterizzato da un atteggiamento di pentimento. Per quanto riguarda le esigenze cautelari, il Gip ha ritenuto sufficiente l’obbligo di firma. La Procura di Torino intende invece contestare il provvedimento davanti al Riesame, utilizzando quindi uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per chiedere a un altro organo giudiziario di valutare nuovamente la situazione cautelare. Il procedimento non riguarda dunque una sentenza definitiva sull’accusa, ma la valutazione delle misure da applicare nella fase delle indagini.

La vicenda giudiziaria ha inoltre provocato un confronto politico e istituzionale sulla decisione del Gip. Alcuni esponenti del governo avevano infatti criticato pubblicamente il provvedimento adottato dal giudice, alimentando il dibattito sui limiti della critica alle decisioni della magistratura e sull’autonomia dell’ordine giudiziario. Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, che ha sottolineato come il provvedimento del Gip possa essere contestato attraverso gli strumenti previsti dalla procedura. Secondo Tango, esistono nel caso specifico valutazioni differenti sulle misure cautelari necessarie: da una parte quella del sostituto procuratore, dall’altra quella del Gip che ha esaminato la richiesta.

Lo scontro sulle decisioni della magistratura

Il presidente dell’Anm ha ricordato che quella del Gip non è una decisione definitiva sul procedimento e non equivale a una sentenza. L’obbligo di firma disposto nei confronti del 42enne non rappresenta quindi né una condanna né un’assoluzione, ma una decisione relativa alle esigenze cautelari nella fase in cui si trova attualmente l’inchiesta. Secondo Tango, la Procura ha la possibilità di contestare il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame e, successivamente, nei casi previsti, anche davanti alla Cassazione. Il ricorso annunciato dalla Procura di Torino si inserisce proprio in questo percorso procedurale e sarà il Riesame a dover valutare le contestazioni presentate dall’accusa rispetto alla decisione del Gip.

Il presidente dell’Anm ha inoltre criticato gli attacchi rivolti da alcuni esponenti del governo alla decisione giudiziaria, ritenendo che in alcuni casi siano andati oltre la possibilità di esprimere una legittima critica a un provvedimento. La discussione si è così allargata dal singolo procedimento al rapporto tra politica e magistratura, tema tornato al centro del confronto dopo le dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Nel frattempo, sul fronte giudiziario, saranno gli ulteriori passaggi dell’inchiesta a chiarire gli sviluppi del caso. La Procura dovrà formalizzare l’impugnazione davanti al Riesame, mentre il tribunale sarà chiamato a esaminare nuovamente le valutazioni relative alla misura cautelare e agli elementi indicati dall’accusa. Resta quindi aperto il procedimento sul 42enne, mentre l’attenzione si concentra ora sulla prossima decisione dell’autorità giudiziaria.

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