16 Settembre 2026

A Ciminna l’ultimo saluto a Salvatore Giglia, Lorefice: “Incendio è frutto di una mano criminale”

salvatore giglia

Nella Chiesa Madre di Ciminna, nella parrocchia Santa Maria Maddalena, l’ultimo saluto a Salvatore Giglia (LEGGI), il giovane di 26 anni morto dopo essere rimasto gravemente ustionato nell’incendio che ha devastato il territorio di Ciminna. A presiedere i funerali è l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. Una celebrazione carica di dolore e commozione, alla quale partecipa la comunità di Ciminna, profondamente colpita dalla morte del giovane.

Salvatore Giglia era rimasto gravemente ustionato domenica scorsa mentre cercava di difendere la propria abitazione dalle fiamme. Trasportato all’ospedale Civico di Palermo, era stato ricoverato in rianimazione, ma le sue condizioni erano rimaste critiche fino al tragico epilogo.

Nel tentativo di arginare il fuoco era rimasto ferito anche il padre del giovane. La morte di Salvatore ha sconvolto l’intera comunità. Il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali, esprimendo il cordoglio dell’amministrazione comunale e della cittadinanza alla famiglia.

Lorefice: “Incendio frutto avvelenato di una mano criminale”

“Siamo tutti dentro le fiamme del fuoco che ci hanno tolto Salvatore, e con lui ci hanno tolto la vita. Le fiamme che hanno bruciato Lui, la vostra vita, tolgono pure a noi le parole. Lo strazio ci brucia. E sentiamo le nostre vite, i nostri corpi, i nostri cuori, che ardono di amore, come bruciati senza fine dalla mancanza di Salvatore. «No, no, no!» avete gridato. Non può essere vero”.

Così Lorefice, nel corso dei funerali nel Palermitano. “Tornare a quell’istante, essere disposti anche ad accogliere la rabbia che ci suscita, ci aiuta anche a trovare il coraggio della verità: questo rogo non è una tragica fatalità, ma il frutto avvelenato di una mano criminale, vigliacca e dolosa, che continua a violentare e bruciare la nostra terra. Chi appicca il fuoco per incuria, disprezzo del bene comune o logiche delinquenziali e parassitarie calpesta la sacralità della vita umana e si macchia di un delitto esecrabile. Che va riparato. A questa barbarie che distrugge il futuro, Salvatore ha opposto la limpidezza della sua vita, il senso del dovere e il coraggio di chi difende ciò che ama fino all’estremo sacrificio”.

Intanto proseguono le indagini della Procura di Termini Imerese per fare luce sull’origine dell’incendio. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e cercando eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza. Al momento non è ancora stato stabilito se il rogo sia stato appiccato dolosamente: tutte le ipotesi restano aperte.