17 Ottobre 2026

Papà, mamma e figlia di 5 anni trovati morti in casa: i biglietti lasciati e le testimonianze, cosa è emerso dalle indagini

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Si continua ad indagare sulla terribile tragedia familiare a Pietralata, nella periferia est di Roma, dove una coppia e la figlia di cinque anni sono stati trovati morti all’interno della loro abitazione. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri, lunedì 31 agosto, dopo l’intervento dei vigili del fuoco nell’appartamento, richiesto da un familiare che da tempo non riusciva a mettersi in contatto con i componenti della famiglia. Quando i soccorritori sono entrati nell’abitazione, la situazione è apparsa subito drammatica. Nella camera da letto sono stati trovati i corpi senza vita di Luca Ambasciano e Valentina Pambianco, rispettivamente di 42 e 41 anni, e della loro bambina di cinque anni.

I tre presentavano ferite provocate da colpi di arma da fuoco. Nella stessa stanza è stato trovato morto anche il cane della famiglia. La pistola rinvenuta nell’abitazione, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, era regolarmente detenuta. Il ritrovamento ha fatto immediatamente scattare le indagini dei carabinieri, chiamati a ricostruire cosa sia accaduto nell’appartamento e soprattutto la sequenza degli eventi che ha portato alla morte dei tre componenti della famiglia.

Gli elementi raccolti nelle prime ore hanno indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi di un omicidio-suicidio, anche se gli accertamenti dovranno stabilire con precisione la dinamica e confermare la ricostruzione. Uno degli elementi considerati maggiormente rilevanti dagli investigatori è il ritrovamento di alcuni biglietti scritti dai due genitori, nei quali sarebbe stata descritta la situazione familiare e la difficoltà nella gestione della figlia.

La bambina, infatti, era affetta da una disabilità e necessitava di cure e assistenza continue. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, nei messaggi i genitori avrebbero fatto riferimento alla difficoltà di affrontare da soli la situazione.

I biglietti lasciati dai genitori e la pista dell’omicidio-suicidio

Le parole riportate sui fogli trovati nell’abitazione avrebbero rafforzato la pista del dramma familiare. Il contenuto dei messaggi sarebbe riconducibile alla condizione vissuta dai genitori e alla percezione di non riuscire più a gestire senza un adeguato sostegno le esigenze della bambina. Tra gli elementi emersi dalle indagini c’è anche una frase che sintetizzerebbe il contenuto dei biglietti: “Da soli non ce la facciamo”. I messaggi farebbero riferimento all’isolamento percepito dalla coppia e alla complessità della gestione quotidiana della figlia.

Gli investigatori stanno verificando anche la situazione assistenziale della famiglia per comprendere quale fosse la rete di sostegno disponibile e quali rapporti fossero stati attivati con i servizi pubblici. Secondo alcune fonti, infatti, la famiglia sarebbe stata seguita anche dal punto di vista economico dai Servizi sociali del IV Municipio di Roma. Un elemento che dovrà essere ricostruito insieme agli altri aspetti della vicenda. Dal Municipio è stato riferito che si trattava di una famiglia conosciuta dai servizi: una mamma, un papà e una bambina che aveva frequentato uno dei nidi della zona e che nell’ultimo anno aveva iniziato a vivere la propria condizione di disabilità prevalentemente a casa. La madre, secondo quanto riferito dal IV Municipio, aveva lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alle necessità e ai tempi della figlia. La famiglia avrebbe quindi avuto contatti sia con i servizi sociali sia con la ASL.

Le testimonianze e gli accertamenti in corso

La notizia ha colpito anche i vicini di casa della coppia, che hanno descritto i genitori come particolarmente legati alla loro bambina. Le testimonianze raccolte dopo il ritrovamento saranno valutate dagli investigatori nell’ambito della ricostruzione della situazione familiare. Resta ora da chiarire la dinamica esatta della morte di Luca Ambasciano, Valentina Pambianco e della loro figlia. I carabinieri stanno effettuando gli accertamenti necessari all’interno dell’abitazione e raccogliendo gli elementi utili alle indagini. La presenza dell’arma regolarmente detenuta, i corpi trovati nella camera da letto e i biglietti attribuiti ai genitori rappresentano alcuni degli elementi sui quali si concentra l’attività investigativa.

Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire il momento in cui sarebbe maturata la decisione e verificare la ricostruzione dell’omicidio-suicidio ipotizzata nelle prime ore dopo la scoperta dei tre corpi. Il IV Municipio ha espresso sgomento per quanto accaduto, sottolineando che, nonostante il coinvolgimento dei servizi sociali e della ASL, il sostegno disponibile non sarebbe stato sufficiente a fronteggiare la situazione vissuta dalla famiglia.

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