16 Settembre 2026

Incendi in Sicilia, oltre 800 interventi e nuovi rischi, denuncia Anci: “Serve più prevenzione e migliore uso tecnologia”

incendi sicilia vigili del fuoco

Negli ultimi giorni la Sicilia è stata interessata da una nuova fase di incendi di vegetazione, con oltre 800 interventi dei Vigili del fuoco concentrati in pochi giorni. Dal pomeriggio di venerdì fino alla giornata odierna, il personale dei Vigili del fuoco è stato impegnato in centinaia di operazioni per fronteggiare roghi di sterpaglie, vegetazione e aree boscate distribuiti in diverse zone dell’Isola.

La situazione è stata favorita dalle elevate temperature e dai forti venti che hanno interessato il territorio regionale, creando condizioni particolarmente favorevoli alla propagazione delle fiamme.

Per affrontare l’aumento delle richieste di intervento è stata immediatamente potenziata la presenza delle squadre operative sul territorio, con circa 750 unità dei Vigili del fuoco in servizio nella giornata odierna.

A queste si aggiungono circa 120 unità operative impegnate nell’ambito della campagna AIB 2026, dedicata alle attività di antincendio boschivo.

Roghi in tutte le province della Sicilia

Gli incendi hanno interessato praticamente l’intero territorio regionale. I Vigili del fuoco hanno segnalato interventi in numerosi comuni delle province di Agrigento, Palermo, Trapani, Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Catania. Tra le aree maggiormente interessate figurano Porto Palo, Casteltermini, Sciacca e Santa Margherita Belice nell’Agrigentino; Polizzi Generosa, Ciminna, Caccamo, Borgetto e Belmonte Mezzagno nel Palermitano. Nel Trapanese gli interventi hanno riguardato Torre Makauda, Partanna e Poggioreale, mentre nel Nisseno è stato segnalato un incendio a Mazzarino e nell’Ennese a Valguarnera Caropepe. E numerosi roghi sono stati inoltre registrati nel Messinese, con interventi a Roccella Valdemone, Melia, Itala, Scaletta Zanclea, Letojanni e Castelmola.

Situazioni analoghe sono state affrontate anche nel Ragusano, nel Siracusano e nel Catanese, confermando l’estensione della fase di emergenza legata agli incendi di vegetazione. A Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, e ad Augusta, nel Siracusano, le squadre dei soccorritori sono state impegnate nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza delle aree interessate dalle fiamme. Nel territorio della provincia di Catania gli interventi hanno riguardato, tra gli altri, Zafferana Etnea, Milo, Mascali, Santa Venera e Linguaglossa. Proprio nel Catanese si sono registrati anche due interventi di particolare rilievo, che hanno richiesto l’impiego di diverse squadre provenienti anche dai Comandi dei territori limitrofi. Uno degli incendi ha coinvolto un’attività destinata allo stoccaggio e allo smaltimento della plastica, mentre un secondo rogo ha interessato un deposito di oli esausti.

L’appello dell’Anci: “Serve maggiore prevenzione”

Per fronteggiare i numerosi incendi è stato necessario utilizzare un dispositivo di soccorso articolato, con il lavoro coordinato delle squadre a terra e delle componenti impegnate nelle attività antincendio. Alle operazioni hanno partecipato anche il Corpo Forestale della Regione Siciliana e le squadre di volontari della Protezione civile, mentre nei casi più complessi è stato richiesto l’intervento dei mezzi aerei. È stata impiegata l’intera flotta di elicotteri del Corpo Forestale, insieme ai Canadair e agli elicotteri della flotta nazionale del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco. Il numero degli interventi registrati nel giro di pochi giorni evidenzia la pressione esercitata dal fenomeno sul sistema regionale di prevenzione e soccorso.

In questo contesto arriva anche la presa di posizione dell’Anci Sicilia, che chiede un rafforzamento delle attività di prevenzione degli incendi attraverso un utilizzo più sistematico della tecnologia. Il presidente e il segretario generale di Anci Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, hanno espresso vicinanza ai sindaci e alle comunità interessate dai roghi delle ultime ore. Nel loro intervento vengono citati in particolare i territori di Ciminna, Augusta e Siracusa, oltre alle amministrazioni delle province di Palermo, Messina e Ragusa e agli altri comuni siciliani coinvolti dall’emergenza. Secondo i vertici dell’associazione dei Comuni, in diversi territori le fiamme hanno messo a rischio abitazioni, attività produttive e aziende agricole, provocando danni al patrimonio ambientale. Anci Sicilia sottolinea quindi la necessità di garantire alle amministrazioni comunali strumenti adeguati per affrontare sia la fase dell’emergenza sia quella successiva, legata alla valutazione dei danni e al ripristino delle aree colpite. L’associazione chiede alla Regione Siciliana e al Governo nazionale di garantire gli interventi necessari e di procedere rapidamente con il riconoscimento e l’estensione delle misure emergenziali per i territori interessati dagli incendi. Tra le richieste figura anche la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza nei territori nei quali ricorrano le condizioni previste, così da consentire ai Comuni di disporre delle risorse necessarie.

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