Amore, morte, fatalità: Notre Dame de Paris verso il 25esimo anno di successi al Teatro di Verdura di Palermo
di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta e giornalista
Amori impossibili e bisogno di essere amati, abusi, tradimenti, illusioni, vendette, fatalita’ e la fine irrimediabile, l’emarginazione, la paura del diverso, il peso dei pregiudizi, la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia: tutti questi gli elementi distintivi del celebre musical Notre Dame de Paris tratto dal romanzo omonimo di Victor Hugo (Il Gobbo di Notre Dame) che racconta la tragica storia d’amore e passione ambientata nella Parigi del 1482, con protagonisti il campanaro Quasimodo, la zingara Esmeralda e l’arcidiacono Frollo, andato in scena, tra le altre date, il 25 Agosto scorso al Teatro Verdura di Palermo.
Spettacolo musicale senza tempo scritto da Luc Plamondon per i testi e musicato da Riccardo Cocciante, con il libretto in italiano di Pasquale Panella, l’opera popolare Notre Dame de Paris, che ha debuttato in Italia per la prima volta il 14 marzo 2002 al GranTeatro di Roma, sara’ in scena al Teatro palermitano fino al 6 settembre 2026, gloriosamente verso il 25esimo anno di costanti successi, continuando a riscuotere ovazioni, presenze massicce e qualche lacrima.
Presenze trainate dai temi forti, ma altresi dalla veste speciale dell’opera: senza dubbio la longevità di Notre Dame de Paris e’ da ricondurre alla danza, che fonde balletto classico e breakdance, e alla musica, composta da brani divenuti vere hit indipendenti dallo spettacolo. Una combinazione in grado di creare una forma di opera popolare contemporanea che unisce la tradizione europea del dramma in musica alle tecniche moderne dei concerti e delle migliori produzioni live.
Si diceva presenze motivate e massicce, ma anche lacrime ed emozioni vive che hanno visto riunirsi fans del genere nell’accaldato teatro del capoluogo, interrogantisi su quale attore facesse parte del cast originale o su come fare per contrastare le temperature asfissianti per non perdere un solo attimo delle oltre due ore di spettacolo, luci, colori e veri e propri dialoghi d’amore e mortale rifiuto dell’abbandono.
Di seguito i due atti sorretti dalle superbe interpretazioni di Giò Di Tonno (Quasimodo), Elhaida Dani (Esmeralda), Vittorio Matteucci (Frollo), Gian Marco Schiaretti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo), Angelo Del Vecchio (Clopin) e Camilla Rinaldi (Fiordaliso).
Scoperta indiscussa per la prima volta nei panni di Esmeralda, la cantante albanese Elhaida Dani che apporta una voce nuova e potente in un personaggio che molti identificano ancora con Lola Ponce, prima acclamata interprete italiana.
E per i pochi che volessero poi approfondire il testo musicale si rimanda a un breve elenco delle canzoni piu’ emozionanti e di impatto.
Il tempo delle cattedrali: Il brano di apertura cantato dal poeta Gringoire, che introduce la storia e lancia il tema portante dello spettacolo.
Bella: La celebre e complessa canzone d’amore a tre voci cantata da Quasimodo, Frollo e Febo per Esmeralda.
Zingara: Il brano simbolo che descrive il fascino e l’anima libera della protagonista Esmeralda.
Luna: Una delle tracce più intense e vocali del personaggio di Gringoire, molto amata dal pubblico.
Balla mia Esmeralda: Il toccante e drammatico brano finale interpretato da Quasimodo.
I Clandestini: Il potente canto corale guidato da Clopin e dal popolo degli emarginati.
Il Primo Atto: L’arrivo di Esmeralda e le passioni
Il prologo e i reietti: Gringoire, il poeta di strada, introduce la storia cantando Il tempo delle cattedrali. La Parigi del XV secolo accoglie i clandestini e gli zingari guidati da Clopin. Durante la festa dei folli, Quasimodo, il campanaro gobbo e sfigurato, viene incoronato re dei folli per la sua bruttezza.
L’incontro fatale: Esmeralda, una splendida e libera danzatrice zingara, incanta con la sua bellezza la piazza. Di lei si innamorano perdutamente tre uomini: Quasimodo, che viene trattato con gentilezza dalla ragazza, l’arcidiacono Claude Frollo, dilaniato da un desiderio peccaminoso e il capitano delle guardie Febo.
Il tentato rapimento: Frollo ordina a Quasimodo di rapire Esmeralda. Il tentativo viene sventato dall’intervento tempestivo del capitano Febo, che libera la zingara e conquista il suo cuore. Quasimodo viene catturato e messo alla gogna, ma Esmeralda gli offre dell’acqua compassionevole. Febo e Esmeralda si innamorano, mentre la promessa sposa del capitano, Fiordaliso, assiste gelosa e pretende che Febo dimentichi la gitana.
Il Secondo Atto: Tradimenti e la caduta di Frollo
La gelosia e l’attentato: Frollo, accecato dalla gelosia e dal possesso, spia Febo e Esmeralda in una locanda (la Corte dei Miracoli) e, sopraffatto dall’odio, ferisce a pugnalate il capitano alle spalle, lasciandolo per morto. Esmeralda viene accusata ingiustamente del tentato omicidio di Febo.
La condanna e l’inganno: Imprigionata e torturata, Esmeralda rifiuta le insistenze amorose di Frollo, che le promette la salvezza in cambio del suo corpo. Nel frattempo Febo è guarito, ma decide di rinunciare alla zingara per sposare la ricca e rispettabile Fiordaliso.
Il tragico epilogo: Quasimodo libera Esmeralda dalle prigioni e la nasconde dentro la cattedrale, offrendole asilo, ma Frollo inganna Clopin e i ribelli dicendo che le guardie stanno per attaccare, spingendo gli zingari a uscire. Le truppe reali irrompono: Clopin viene ucciso ed Esmeralda viene catturata. Credendo erroneamente che Febo possa salvarla, Quasimodo consegna la donna a Frollo, che la riconsegna alle guardie per l’impiccagione.
La morte e il ricongiungimento: Quasimodo assiste impotente all’esecuzione di Esmeralda dalla cima della torre. Intuendo che dietro la morte della sua amata c’è la mano crudele e malata di Frollo, il gobbo, furioso e disperato, spinge l’arcidiacono facendolo precipitare nel vuoto. Infine, Quasimodo raggiunge il corpo senza vita di Esmeralda nella fossa comune e si lascia morire accanto a lei.
Il tour 2026 dell’affascinante storia d’amore e morte, prodotto da Clemente Zard e distribuito da Vivo Concerti, partito da Milano a Febbraio, si concludera’ a Roma il prossimo dicembre facendo promettere consensi immutati, sorretti forse dal fascino senza tempo di Amori passionali e agognate Liberta’ personali e sociali.
Gi spettacoli attualmente vanno in scena al Teatro di Verdura di Palermo fino al 6 settembre 2026, i biglietti ufficiali sono disponibili su Ticketone
