“Roy vive”, Passo di Rigano si ferma per l’ultimo saluto a Rosario Romeo, morto a 19 anni
Palloncini bianchi e azzurri, scooter, magliette con il suo volto e centinaia di persone hanno accompagnato Rosario Romeo nel suo ultimo viaggio. Il giovane, conosciuto da tutti come Roy, aveva perso la vita nell’incidente avvenuto alla Favorita nella notte tra il 7 e l’8 agosto.
PALERMO – Un enorme rosario composto da palloncini bianchi e azzurri che si alza verso il cielo. Un lungo corteo di scooter e moto. Tantissimi ragazzi con indosso una maglietta con il volto dell’amico che non c’è più.
Passo di Rigano si è fermato per dare l’ultimo saluto a Rosario Romeo, conosciuto da tutti come Roy, il giovane di appena 19 anni morto nell’incidente avvenuto lungo viale Diana, alla Favorita, nella notte tra il 7 e l’8 agosto.
Un quartiere intero per l’ultimo saluto
I funerali si sono svolti nella chiesa di San Giuseppe, in via Roccazzo. Centinaia di persone tra familiari, amici, conoscenti e residenti hanno voluto essere presenti.
All’esterno della chiesa soprattutto tantissimi giovani. Un dolore collettivo che ha coinvolto l’intero quartiere: durante le esequie anche numerose attività commerciali della zona hanno abbassato le saracinesche in segno di lutto e vicinanza alla famiglia.
Su una Bmw azzurra è stato sistemato un grande telo bianco sul quale gli amici hanno scritto decine di dediche, nomi, cuori e messaggi per Rosario.
Parole semplici che raccontano quanto profondo fosse il legame con chi oggi deve fare i conti con la sua assenza.
“Roy vive”
È soprattutto una frase ad accompagnare queste ore di dolore: “Roy vive”.
È comparsa nei video e nei messaggi pubblicati sui social, diventando quasi il simbolo dell’ultimo saluto al diciannovenne. Fotografie e ricordi hanno continuato a riempire i social anche nei giorni successivi alla tragedia.
Rosario viaggiava in sella al suo scooter quando, secondo la prima ricostruzione riportata, avrebbe perso il controllo del mezzo finendo contro un palo. L’impatto è stato fatale e i soccorsi non hanno potuto salvarlo. Sulla dinamica dell’incidente sono stati avviati gli accertamenti.
Una vita spezzata a soli 19 anni
A diciannove anni si dovrebbe parlare di progetti, amicizie, amori e futuro. Non di un ultimo viaggio.
Ed è forse questo a rendere ancora più difficile accettare una tragedia che ha scosso non soltanto una famiglia, ma un intero quartiere.
Oggi restano una chiesa gremita, i palloncini che salgono verso il cielo, gli scooter degli amici e quelle due parole ripetute ancora e ancora:
“Roy vive”.
Perché quando una persona lascia un segno così profondo, il ricordo continua a vivere nelle persone che l’hanno conosciuta e amata.
