16 Settembre 2026

Attività intensa sull’Etna e nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove: cosa succede sul vulcano, le rilevazioni dell’Ingv

etna attivita 11 agosto 26

Una nuova evoluzione dell’attività dell’Etna è stata registrata nella serata di ieri, quando si è aperto un nuovo punto di emissione nella Valle del Bove. L’evento è stato rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo, impegnato nel monitoraggio continuo del vulcano siciliano.

Secondo le informazioni diffuse dall’INGV, la nuova bocca si è attivata intorno alle 21:30 UTC. Il punto di emissione è stato localizzato a circa 1.900 metri di quota, nelle immediate vicinanze di Monte Simone, sul versante orientale dell’Etna.

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L’apertura della nuova bocca rappresenta un ulteriore sviluppo della fase di attività che sta interessando il vulcano. Il quadro comprende infatti anche fenomeni in corrispondenza dei crateri sommitali dell’Etna, dove continua a essere osservata una significativa attività.

La situazione viene seguita attraverso le diverse reti di monitoraggio dell’INGV, che consentono di verificare in tempo reale l’evoluzione dell’attività vulcanica. Tra i parametri osservati rientrano il tremore vulcanico, le emissioni di cenere e le eventuali variazioni nella deformazione del suolo.

Etna, nuova bocca nella Valle del Bove: dove si trova e cosa sta accadendo

La nuova bocca eruttiva è stata individuata nella Valle del Bove, una delle aree più caratteristiche del versante orientale dell’Etna. Il punto di emissione si trova nelle vicinanze di Monte Simone, a una quota di circa 1.900 metri sul livello del mare. L’apertura del nuovo fronte si inserisce all’interno di una fase dinamica che coinvolge anche la zona sommitale del vulcano. L’attività dell’Etna resta quindi articolata su più punti, con fenomeni differenti osservati dalle apparecchiature dell’Osservatorio Etneo.

Parallelamente alla nuova apertura sul fianco orientale, infatti, continua l’attività esplosiva alla Voragine, uno dei crateri sommitali dell’Etna. In questa zona è stata rilevata un’intensa emissione di materiale vulcanico e, in particolare, di cenere. La cenere vulcanica viene trasportata dai venti verso il Sud-Sud-Est. La direzione della dispersione rappresenta un elemento rilevante anche per la situazione dell’area aeroportuale catanese, che continua a risentire delle conseguenze della presenza di cenere nell’atmosfera.

Tremore vulcanico elevato, ma la deformazione del suolo resta stabile

Uno degli elementi evidenziati dagli strumenti di monitoraggio riguarda l’ampiezza media del tremore vulcanico. Il parametro continua a mantenersi su livelli elevati, confermando la presenza di un sistema caratterizzato da un’attività energetica significativa. Il tremore rappresenta uno dei principali parametri utilizzati per seguire l’evoluzione dell’attività dell’Etna. I dati vengono analizzati insieme agli altri segnali provenienti dalle reti installate sul vulcano, in modo da ricostruire l’evoluzione del fenomeno. Al tempo stesso, però, le reti di deformazione del suolo non hanno evidenziato cambiamenti significativi. I segnali risultano sostanzialmente stabili rispetto a quanto indicato nel precedente bollettino dell’Osservatorio Etneo. La stabilità dei parametri relativi alla deformazione del suolo costituisce quindi uno degli elementi presenti nell’attuale quadro di monitoraggio. Il dato viene valutato dai tecnici dell’INGV insieme all’andamento del tremore e agli altri segnali registrati dalle strumentazioni.

L’attività dell’Etna resta pertanto caratterizzata dalla presenza contemporanea di una nuova bocca eruttiva sul fianco orientale, dall’attività esplosiva alla Voragine e da valori elevati del tremore vulcanico. La situazione può evolvere rapidamente, motivo per cui il monitoraggio strumentale viene mantenuto costante. I ricercatori dell’INGV continuano a seguire i parametri del vulcano e a confrontare i dati con quelli registrati nelle ore precedenti. Particolare attenzione viene riservata anche alla dispersione della cenere vulcanica, soprattutto in relazione alla direzione dei venti. Il trasporto verso Sud-Sud-Est interessa infatti l’area orientale della Sicilia e ha conseguenze anche sulle attività aeroportuali. Gli aggiornamenti ufficiali saranno diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla base dell’evoluzione dei fenomeni osservati. Al momento, i dati disponibili descrivono un vulcano in una fase di elevata attività, con parametri differenti che vengono sottoposti a monitoraggio continuo.

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