16 Settembre 2026

“Stanno sanguinando, andate subito”: la lite con i ciclisti investiti due volte, l’uomo rompe il silenzio e parla di “blackout”

soccorsi ambulanza

Il 73enne Giuseppe Campagna, accusato di aver investito per due volte un gruppo di sei ciclisti a Lanzo Torinese (LEGGI), ha raccontato attraverso il proprio legale la sua versione dell’accaduto. La vicenda è avvenuta nel Torinese e ha portato all’arresto dell’uomo, che si trova ora agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio. Quattro ciclisti sono rimasti feriti dopo essere stati travolti dall’automobile.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, alla base dell’episodio ci sarebbe stata una discussione nata durante la circolazione stradale. Il conducente avrebbe cercato di superare il gruppo di ciclisti, suonando ripetutamente il clacson e utilizzando i fari.

Dopo il sorpasso, però, la situazione sarebbe degenerata. Un gesto di disappunto da parte di uno dei ciclisti avrebbe preceduto la reazione del 73enne, che avrebbe inserito la retromarcia finendo contro il gruppo.

Gli accertamenti dei carabinieri hanno portato a una ricostruzione particolarmente grave della dinamica. Dopo il primo investimento, l’automobilista si sarebbe allontanato per poi effettuare un’inversione di marcia.

La ricostruzione dell’investimento dei ciclisti

A quel punto sarebbe tornato verso il gruppo, investendo nuovamente i ciclisti. Alcuni di loro si trovavano già a terra dopo il primo impatto e sarebbero stati coinvolti anche nel secondo investimento. Il bilancio dell’incidente è di quattro persone ferite. Per due dei ciclisti le conseguenze sono state particolarmente serie, con fratture che hanno comportato prognosi comprese tra 60 e 90 giorni. I due feriti più gravi sono stati ricoverati presso il Centro Traumatologico Ortopedico di Torino. Le condizioni riportate hanno contribuito alla contestazione di un’ipotesi di reato particolarmente pesante nei confronti del conducente. Attraverso il proprio avvocato Tommaso Servetto, Giuseppe Campagna ha fornito una versione nella quale ammette la propria responsabilità, sostenendo però di non essere riuscito a comprendere pienamente ciò che stava facendo in quei momenti. «Ammetto la mia colpa, la mia responsabilità», avrebbe dichiarato l’uomo tramite il legale. Campagna ha inoltre espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto e ha chiesto perdono ai familiari delle persone rimaste ferite.

Il 73enne ha spiegato di essere stato coinvolto in una discussione con il gruppo di ciclisti mentre cercava di superarli. «Ci siamo presi a male parole», sarebbe stata la sua ricostruzione dell’inizio della lite. Secondo quanto riferito dall’uomo, dopo il diverbio avrebbe avuto una reazione che non sarebbe riuscito successivamente a ricostruire in maniera completa. Ha parlato di una sorta di blackout e ha dichiarato di non riuscire a spiegarsi che cosa lo abbia portato a compiere quelle azioni. Campagna, ex artigiano edile e residente a poca distanza dal luogo dell’accaduto, ha anche precisato di non fare uso di sostanze. Gli accertamenti effettuati dopo l’investimento avrebbero inoltre dato esito negativo al test dell’etilometro.

“Stanno sanguinando, andate subito”: la corsa in caserma

Uno degli elementi riferiti dal legale riguarda ciò che sarebbe avvenuto subito dopo l’episodio. Una volta terminata quella che lo stesso 73enne descrive come una fase di forte alterazione, l’uomo si sarebbe recato direttamente alla caserma dei carabinieri di Coassolo, nel Torinese. Secondo il racconto riportato dal suo avvocato, Campagna avrebbe avvertito i militari della presenza dei feriti, dicendo: «Stanno sanguinando, andate subito. Li ho investiti io». La dichiarazione sarebbe arrivata dopo che l’uomo avrebbe preso coscienza della gravità di quanto accaduto. La sua posizione resta comunque al centro dell’inchiesta della Procura di Ivrea, che procede per tentato omicidio. Il 73enne si trova attualmente agli arresti domiciliari e attende l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari. Sarà anche attraverso gli accertamenti sull’esatta dinamica che dovrà essere chiarito cosa sia avvenuto nei momenti immediatamente precedenti e successivi agli investimenti.

La ricostruzione degli investigatori dovrà inoltre essere confrontata con le dichiarazioni dell’indagato e con gli elementi raccolti sul luogo dell’accaduto. Restano centrali la sequenza del primo investimento, l’allontanamento dell’auto, l’inversione di marcia e il successivo ritorno verso i ciclisti. Gli accertamenti dovranno stabilire anche l’esatta dinamica della lite e il significato dei comportamenti che avrebbero preceduto il primo investimento. Il conducente sostiene di aver avuto una reazione improvvisa e di non essere stato pienamente consapevole delle proprie azioni. Nel frattempo, i quattro ciclisti feriti proseguono le cure mediche. Per i due ricoverati al CTO di Torino sono state indicate prognosi comprese tra 60 e 90 giorni, in relazione alle fratture riportate.

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