Si presentava come “Conte Dracula”: arrestato uomo che beveva sangue di animali e lasciava carcasse davanti alle chiese
Le indagini della polizia britannica hanno ricostruito una vicenda che ha scioccato in tanti nella contea dell’Hampshire, dove per mesi sono stati segnalati ritrovamenti di carcasse di animali davanti e, in alcuni casi, persino all’interno di chiese. Individuato alla fine come ùpresunto responsabile Benjamin Lewis, quarantottenne residente a Totton, nei pressi di Southampton.
Secondo l’accusa, l’uomo era convinto di poter ottenere l’immortalità bevendo il sangue degli animali. Per questo motivo avrebbe sottratto pecore dai pascoli della zona della New Forest oppure utilizzato carcasse di cervi morti in incidenti stradali. Dopo aver consumato il sangue, avrebbe lasciato i resti in prossimità delle chiese, provocando allarme tra i fedeli e preoccupazione tra gli allevatori.
Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra febbraio e agosto dello scorso anno. Il ripetersi dei ritrovamenti ha spinto le forze dell’ordine ad avviare un’attività investigativa approfondita, con servizi di osservazione nei pressi degli edifici religiosi. Le pattuglie hanno intensificato la sorveglianza soprattutto in corrispondenza di alcune date considerate significative nel calendario satanico, individuando uno schema ricorrente nelle azioni del sospettato.
La svolta è arrivata grazie al lavoro della polizia scientifica. Le analisi effettuate sui resti di un agnello hanno consentito di isolare tracce biologiche riconducibili a Benjamin Lewis. L’esame del Dna ha permesso agli investigatori di identificarlo e procedere con l’arresto, chiudendo così un’indagine durata diversi mesi.
La convinzione di “essere un vampiro” e il ricovero
Nel corso del procedimento giudiziario, Lewis ha ammesso le proprie responsabilità relativamente al furto di bestiame e ai reati legati ai comportamenti che hanno provocato molestie, allarme e turbamento aggravati da motivazioni religiose. In una precedente udienza, chiamato a fornire le proprie generalità, aveva dichiarato di chiamarsi “Conte Dracula”, confermando le convinzioni che, secondo la perizia, caratterizzavano il suo stato mentale.
Durante la perquisizione della sua abitazione, gli investigatori hanno sequestrato numerosi materiali ritenuti rilevanti per l’inchiesta. Tra questi figuravano disegni ispirati ai vampiri, annotazioni dedicate a rituali e appunti riguardanti il consumo di sangue. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il quarantottenne riteneva che questa pratica gli avrebbe consentito di evitare la morte e la dannazione eterna, fino a trasformarsi in un vampiro.
I precedenti e la decisione del tribunale
Durante il processo è stata acquisita una dettagliata perizia psichiatrica. Lo psichiatra Gauruv Malhan ha riferito che le ossessioni dell’uomo sarebbero iniziate già durante l’adolescenza. Tra gli episodi ricostruiti figura quello avvenuto quando aveva tredici anni, periodo nel quale avrebbe lasciato una rana morta sopra un crocifisso all’interno di una chiesa. Nel corso del ricovero avrebbe inoltre aggredito altri pazienti e tentato di colpire lo stesso specialista durante una visita, rendendo necessario l’intervento del personale sanitario.
Lewis non era nuovo a procedimenti giudiziari. Nel 2003 era stato condannato al carcere dopo aver perseguitato un vicario e la sua famiglia, sostenendo già allora di essere un vampiro. In quell’occasione, insieme a un altro individuo, avrebbe effettuato telefonate minatorie, fatto esplodere artifici pirotecnici e affisso materiale osceno presso una parrocchia. Al termine dell’attuale procedimento il giudice ha disposto il ricovero a tempo indeterminato in una struttura psichiatrica giudiziaria. La misura potrà essere revocata soltanto con l’autorizzazione del tribunale competente in materia di salute mentale oppure del ministero della Giustizia britannico. Collegato in videoconferenza dall’ospedale durante la lettura della sentenza, l’uomo ha chiesto scusa alle vittime e ha dichiarato di non provare risentimento nei confronti degli agenti che lo hanno arrestato.
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