Il ritorno dell’anticiclone africano in Italia: ecco quando, secondo Giuliacci, sarà in Sicilia “la fiammata più intensa”
Nuova fase di caldo in arrivo sull’Italia con l’anticiclone africano pronto a riportare temperature elevate nei primi giorni di agosto. Dopo un periodo (seppur breve, tuttavia) caratterizzato da condizioni meteorologiche più stabili, l’Italia si prepara ad affrontare un nuovo aumento delle temperature legato al ritorno dell’anticiclone africano. Le ultime tendenze meteo indicano infatti una nuova espansione dell’alta pressione di origine nord-africana, con effetti destinati a interessare gran parte del territorio nazionale.
Lo scenario è stato delineato dal meteorologo Mario Giuliacci, che ha confermato l’arrivo di una nuova fase calda attraverso le previsioni pubblicate sul canale YouTube MeteoGiuliacci. Secondo l’esperto, si tratta di una nuova “vampata di caldo nord-africano”, un’evoluzione già ipotizzata nei giorni precedenti dagli ultimi modelli meteorologici.
La nuova ondata di calore, tuttavia, potrebbe non raggiungere gli stessi livelli estremi registrati alla fine di giugno. Le previsioni parlano infatti di un episodio intenso, ma probabilmente meno eccezionale rispetto alla precedente fase rovente che aveva interessato diverse zone del Paese.
L’espansione dell’alta pressione africana dovrebbe iniziare tra il 30 e il 31 luglio, con un progressivo incremento dei valori termici. L’aumento delle temperature sarà graduale, ma porterà condizioni tipicamente estive su gran parte delle regioni italiane.
Temperature oltre i 35 gradi e afa fino ai primi giorni di agosto
Il periodo più caldo è previsto tra il 1° e il 6 agosto al Nord e tra il 1° e il 7 agosto al Centro, mentre nelle regioni meridionali la fase più rovente potrebbe estendersi per tutta la prima decade del mese. L’anticiclone africano favorirà giornate caratterizzate da cielo stabile, scarsa presenza di precipitazioni e forte aumento dei valori massimi. Durante il picco dell’ondata di calore, le temperature potrebbero superare i 35 gradi in gran parte della penisola. Le aree interne e le pianure saranno quelle maggiormente esposte agli aumenti termici, mentre alcune zone costiere potranno beneficiare dell’azione mitigatrice del mare. Tra le eccezioni viene indicata la Liguria, dove l’influenza marina potrebbe contenere maggiormente gli effetti del caldo.
Le tendenze meteorologiche a medio termine indicano comunque una possibile evoluzione differente nella seconda metà di agosto. Secondo le proiezioni illustrate da Giuliacci, durante la seconda decade del mese l’anticiclone africano potrebbe iniziare a perdere forza soprattutto sulle regioni del Centro-Nord. Un progressivo ridimensionamento dell’alta pressione potrebbe successivamente interessare anche il Sud Italia, favorendo una diminuzione delle temperature e una fase più equilibrata dal punto di vista climatico. Le previsioni a lungo termine restano comunque soggette a variazioni, considerando la distanza temporale dell’evoluzione atmosferica.
La questione delle acque calde: in Sicilia caldo intenso un po’ più avanti
In Sicilia la fase di caldo intenso potrebbe risultare più evidente nei giorni successivi rispetto ad altre aree italiane. L’anticiclone africano, infatti, potrebbe mantenere la propria influenza sull’isola durante la prima decade di agosto, con temperature elevate soprattutto nelle zone interne e nelle aree meno esposte alle brezze marine. Le previsioni indicano quindi una possibile intensificazione della calura anche sulla Sicilia, con valori termici elevati e condizioni tipiche delle ondate di calore estive. La situazione resterà legata all’evoluzione dell’alta pressione nord-africana, che potrebbe successivamente attenuarsi nella seconda parte del mese.
E bisogna anche dire che la persistenza del caldo intenso, iniziata addirittura prima dell’estate (già dalla seconda metà di maggio), ha provocato un progressivo riscaldamento delle acque superficiali del mare. In questo periodo si sono verificati pochissimi episodi capaci di raffreddare in modo significativo l’acqua, sia grazie al ricambio delle masse d’aria sia all’arrivo di venti più freschi. Di conseguenza il mare continua a presentare anomalie termiche positive persistenti, senza riuscire a tornare verso valori normali di temperatura. Una delle conseguenze delle elevate temperature superficiali del Mediterraneo occidentale è il maggiore apporto di vapore acqueo all’atmosfera. Sia alle Baleari sia lungo le coste mediterranee della Spagna peninsulare si registrano infatti valori molto elevati di umidità relativa, superiori all’80% e in alcuni giorni prossimi al 90%, con una sensibile riduzione del comfort termico, soprattutto durante le ore notturne.
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