Bracciante agricolo muore mentre lavora in serra nel Siracusano: aperta un’inchiesta
Un’altra tragedia scuote il mondo del lavoro in Sicilia. Un bracciante agricolo di 61 anni ha perso la vita mentre era impegnato in un’azienda agricola di Pachino, nel Siracusano. L’uomo, di origine algerina e residente nella zona, si è improvvisamente accasciato all’interno di una serra destinata alla coltivazione di pomodori. Inutili i tentativi di soccorso: per lui non c’è stato nulla da fare.
Secondo le prime ricostruzioni, il decesso sarebbe stato provocato da un arresto cardiaco, anche se sarà l’autorità giudiziaria a chiarire con precisione le cause della morte. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo disponendo gli accertamenti di rito, compreso l’esame autoptico sul corpo della vittima.
A rendere nota la vicenda è stata la Flai Cgil, che oltre a esprimere cordoglio per la morte del lavoratore ha puntato l’attenzione sulle condizioni in cui operano quotidianamente migliaia di braccianti durante i mesi estivi. Il sindacato ha evidenziato come le temperature all’interno delle serre possano raggiungere livelli estremamente elevati, spesso superiori a quelle registrate all’aperto, chiedendo che anche queste attività vengano incluse nei divieti di lavoro previsti durante le ore più calde della giornata.
Nel mirino anche i tempi dei soccorsi. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’ambulanza intervenuta sul posto sarebbe arrivata da Sortino, circostanza che ha riacceso il dibattito sulla copertura del servizio di emergenza sanitaria nel territorio siracusano. Da qui la richiesta di un potenziamento delle postazioni del 118, soprattutto nelle aree agricole maggiormente interessate dal lavoro stagionale.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e della tutela dei lavoratori esposti alle ondate di calore sempre più frequenti durante l’estate. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per accertare ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali responsabilità.
