Meteo, caldo africano verso il picco: ecco quando è atteso il calo delle temperature

grande caldo 44 gradi

La terza ondata di caldo del 2026 continua a rafforzarsi sull’Italia e su gran parte dell’Europa centro-meridionale. La presenza di un vasto anticiclone africano, alimentato da masse d’aria molto calde provenienti dal Nord Africa, mantiene condizioni di tempo stabile e temperature ben oltre le medie climatiche del periodo.

Secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici, il picco della calura deve ancora essere raggiunto. Fra oggi, 15 luglio, e sabato 18 luglio sono previste le giornate più calde dell’intero perpiodo, con valori che nelle aree interne del Sud Italia e delle isole maggiori potranno raggiungere facilmente i 42-43 gradi. In Sardegna, nelle zone interne, non si escludono punte prossime ai 45 gradi, valori che potrebbero avvicinarsi ai record storici.

Il caldo sarà accompagnato da un aumento dell’afa, soprattutto nei grandi centri urbani, dove le temperature percepite potranno risultare ancora più elevate. Le condizioni atmosferiche favoriranno giornate caratterizzate da cielo prevalentemente sereno e da una ventilazione generalmente debole, elementi che contribuiranno ad accentuare il disagio fisico.

L’espansione dell’alta pressione interesserà gran parte del bacino del Mediterraneo centro-occidentale. Il campo anticiclonico continuerà a impedire l’ingresso di perturbazioni organizzate sulle regioni centro-meridionali, mantenendo condizioni di stabilità atmosferica anche durante le ore pomeridiane.

Bollini rossi e temporali al Nord: la situazione prevista

Parallelamente all’aumento delle temperature, cresce anche il numero delle città interessate dalle allerte sanitarie. Nella giornata dki ogg il quadro è destinato a diventare ancora più critico. Alle città già bollino rosso si aggiungono Bologna, Frosinone e Roma, con valori che nella Capitale potranno raggiungere i 38 gradi, mentre Firenze potrà sfiorare i 39 gradi. Contestualmente, lo zero termico sulle Alpi salirà oltre i 5.000 metri, segnale dell’eccezionale riscaldamento della massa d’aria presente sulla Penisola.

Quando potrebbe arrivare la svolta e il ritorno a temperature più vicine alla norma

Mentre il Centro e il Sud continueranno a rimanere sotto l’influenza dell’anticiclone, il Nord Italia potrebbe essere interessato da fasi di instabilità legate al passaggio di perturbazioni sull’Europa centrale. I primi rovesci e temporali sono attesi sull’arco alpino, con locali sconfinamenti verso le pianure dell’alto Veneto. Dopo una breve attenuazione dell’instabilità, tra il 17 luglio e il successivo fine settimana sono possibili nuovi temporali anche con grandinate e forti raffiche di vento nelle aree a nord del Po.

Le elaborazioni dei principali modelli meteorologici indicano tuttavia un possibile cambiamento nel corso del weekend. Tra domenica e l’inizio della settimana successiva una corrente più fresca di origine nord-europea potrebbe favorire un graduale abbassamento delle temperature, inizialmente al Nord e successivamente anche sulle regioni centrali e meridionali grazie ai venti di tramontana e maestrale. L’anticiclone non scomparirebbe completamente, ma tenderebbe a spostarsi verso la Penisola Iberica e l’Atlantico orientale, consentendo il ritorno di valori termici più vicini alle medie dell’estate mediterranea tra il 19 e il 24 luglio.

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