Ancora pesanti attacchi in Iran, Trump: “Tornati all’età della pietra, non sono più i ‘bulli’ del Medio Oriente”
Si sono conclusi dopo circa cinque ore i raid condotti dagli Stati Uniti contro l’Iran nel corso della notte. L’operazione, portata avanti dall’aviazione americana, ha interessato diversi obiettivi considerati strategici dalle autorità di Washington, con bombardamenti concentrati soprattutto su infrastrutture militari situate nelle aree di Bushehr, Chabahar e Bandar Abbas. L’intervento rappresenta uno degli episodi più rilevanti dell’attuale fase del conflitto e conferma l’elevato livello dello scontro tra le due potenze.
Dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la posizione dell’amministrazione americana, sostenendo che le operazioni abbiano compromesso in maniera significativa le capacità militari iraniane. Pur rivendicando l’efficacia dell’offensiva, il presidente non ha escluso che in futuro possano riaprirsi spazi per un nuovo accordo con Teheran, lasciando aperta anche l’ipotesi di una ripresa del dialogo diplomatico qualora si creassero le condizioni.
Nel corso delle dichiarazioni ufficiali, Trump ha inoltre rivolto un messaggio ai Paesi alleati degli Stati Uniti, affermando di voler ottenere un rimborso economico per il sostegno militare fornito da Washington. Una posizione che si inserisce nel quadro delle discussioni internazionali sulla condivisione dei costi delle operazioni di sicurezza e delle missioni nell’area mediorientale.
Parallelamente all’offensiva americana, l’Iran ha intensificato le proprie attività militari attraverso il lancio di missili e droni verso diversi Paesi del Golfo Persico. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, sarebbero state registrate esplosioni in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, mentre resta elevato il livello di allerta nell’intera regione per il rischio di ulteriori escalation.
Hormuz al centro della crisi internazionale
Tra gli episodi segnalati figura anche quanto accaduto a due petroliere appartenenti agli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riferito dai pasdaran iraniani, le imbarcazioni stavano attraversando lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta ritenuta non autorizzata. L’area rappresenta uno dei principali corridoi energetici mondiali e continua a essere uno dei punti più sensibili dell’attuale crisi geopolitica.
Lo stesso Trump avrebbe rilanciato il tema del controllo della navigazione nello Stretto di Hormuz, annunciando un nuovo blocco navale e sostenendo che saranno gli Stati Uniti, e non più Teheran, a gestire l’imposizione di una tassa per il transito attraverso il Golfo Persico. Le dichiarazioni hanno contribuito ad aumentare l’attenzione internazionale sulle possibili ripercussioni economiche e commerciali derivanti dalla situazione nell’area.
Le dichiarazioni di Trump sull’offensiva americana
Nel commentare l’operazione militare, Donald Trump ha affermato che gli attacchi avrebbero riportato l’Iran “in larga misura all’età della pietra”, ribadendo una definizione già utilizzata in precedenza. Secondo il presidente statunitense, dall’inizio delle ostilità, fissato al 28 febbraio, le forze americane avrebbero distrutto 159 imbarcazioni, circa 200 velivoli, numerosi sistemi radar, le difese antiaeree e gran parte della capacità produttiva dell’industria militare iraniana. Trump ha inoltre sostenuto che sarebbe stata eliminata circa l’84% della capacità di produzione di armamenti dell’Iran. Alla luce di questi dati, il presidente americano ha dichiarato che il Paese sarebbe oggi profondamente diverso rispetto a pochi mesi fa e avrebbe perso una parte rilevante del proprio potenziale militare. Le autorità iraniane, nel frattempo, continuano a mantenere alta la mobilitazione mentre la situazione nel Medio Oriente resta in costante evoluzione e sotto osservazione da parte della comunità internazionale.
“I nostri attacchi li hanno riportati in larga misura all’età della pietra”, ha detto il presidente, sostenendo che l’offensiva militare statunitense contro l’Iran abbia ridotto drasticamente le capacità militari di Teheran. Secondo il tycoon, dall’inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, le forze Usa hanno distrutto 159 imbarcazioni, circa 200 aerei, i sistemi radar, le difese antiaeree e l’84% della capacità di produzione di armamenti. Per questo, ha concluso Trump, l’Iran èi “molto diverso” rispetto a quattro mesi fa: “non potrà più fare il bullo del Medio Oriente”.
💪 SIAMO ANCHE SU GOOGLE NEWS! Seguici cliccando QUI! 🖋
