Omicidio Mattarella, l’esame del Dna sull’impronta non ha dato risultati: “Inutilizzabile”
L’esame del DNA sull’impronta trovata sulla Fiat 127 usata dai killer che il 6 gennaio 1980 assassinarono l’ex presidente della Regione Piersanti Mattarella non ha portato a risultati utili. La perizia, effettuata con le tecnologie più recenti e depositata mercoledì 1 luglio, non ha dato esiti significativi poiché il materiale biologico residuo non era utilizzabile.
L’impronta era stata rinvenuta 46 anni fa su uno sportello dell’auto rubata usata per la fuga dopo l’agguato, in cui Mattarella fu ucciso mentre si recava alla messa dell’Epifania con la famiglia. Secondo le ricostruzioni, i due killer arrivarono sotto casa della vittima a bordo della Fiat 127: uno restò in macchina, l’altro si avvicinò all’auto di Mattarella, dove si trovava anche la moglie Irma Chiazzese, e sparò a bruciapelo, approfittando dell’assenza della scorta nei giorni festivi.
Quando la pistola si inceppò, il complice scese per passargli un’altra arma; poi fuggirono abbandonando l’auto con targa camuffata a tre chilometri di distanza. Del secondo killer resta solo un identikit impreciso fornito da due scout e arricchito dai ricordi della vedova, che lo descrisse con occhi di ghiaccio, andatura ondeggiante e un sorriso mentre sparava.
