Parroco aggredito e preso a ginocchiate da un ragazzino dopo un rimprovero: il caso e la denuncia
Un episodio di violenza nella periferia di Treviso ha coinvolto il parroco della chiesa di San Bartolomeo, successivamente medicato in ospedale per una contusione alla schiena. La vicenda si è verificata nei giorni scorsi presso la parrocchia di San Bartolomeo, nella zona periferica della città veneta. Al centro dell’accaduto un confronto tra il sacerdote e un giovane riguardante l’utilizzo dell’acqua all’interno dell’area parrocchiale.
Secondo quanto ricostruito, il parroco aveva notato l’impiego di una pistola ad acqua e aveva deciso di intervenire. La scelta era stata motivata dalla volontà di evitare sprechi di una risorsa considerata particolarmente importante, soprattutto durante il periodo estivo. Per impedire un ulteriore utilizzo dell’oggetto, il sacerdote avrebbe rimosso il serbatoio della pistola ad acqua, conservandolo e spiegando al ragazzo che avrebbe potuto recuperarlo successivamente presso il suo ufficio.
La situazione, inizialmente limitata a un semplice richiamo, avrebbe però assunto rapidamente toni più accesi. Il giovane avrebbe reagito con forte irritazione alla decisione del parroco, dando origine a una discussione. Nel corso del confronto, il ragazzo avrebbe perso il controllo arrivando a un comportamento violento. L’episodio si sarebbe trasformato in una vera e propria aggressione fisica ai danni del sacerdote.
Nel suo racconto, don Francesco Filiputti ha spiegato di essere stato afferrato alle spalle attraverso il marsupio che indossava. Subito dopo sarebbero arrivati alcuni colpi che lo hanno raggiunto nella zona della schiena.
Le conseguenze dell’aggressione hanno reso necessario il trasferimento al pronto soccorso. I sanitari hanno riscontrato una forte contusione dorsale, procedendo con gli accertamenti e le cure del casoLa vicenda è stata segnalata alle autorità competenti, chiamate a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.
Denuncia e percorso di recupero
Don Francesco Filiputti ha chiarito la propria posizione spiegando di ritenere necessaria una presa di responsabilità da parte del giovane coinvolto. Per questo motivo ha annunciato l’intenzione di procedere con una denuncia formale. Allo stesso tempo, il sacerdote ha sottolineato l’importanza del dialogo e della possibilità di recupero personale. Pur confermando la volontà di rivolgersi alla giustizia, ha ribadito di mantenere aperta la disponibilità al confronto, nella convinzione che la responsabilizzazione rappresenti un passaggio fondamentale per favorire un cambiamento concreto.
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