Lavoro statali, via libera al rinnovo dei contratti: aumenti medi di 160 euro e nuove tutele
Soldi (pexels) - teleone.it
Nuovo passo avanti per il mondo della Pubblica amministrazione, con la firma dell’accordo che rinnova il contratto delle Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. Si tratta di un’intesa particolarmente attesa che coinvolge quasi 200mila dipendenti pubblici appartenenti a ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Il rinnovo rappresenta una delle novità più importanti degli ultimi anni per il comparto, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo delle tutele lavorative.
L’accordo è stato sottoscritto dall’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, insieme alle principali organizzazioni sindacali. L’obiettivo è quello di adeguare stipendi e condizioni di lavoro alle nuove esigenze del settore pubblico, garantendo maggiore valorizzazione delle professionalità presenti negli uffici dello Stato.
Il nuovo contratto prevede un incremento medio delle retribuzioni pari a circa 160 euro mensili a regime. Gli aumenti interesseranno tutte le categorie professionali e saranno modulati in base all’inquadramento dei lavoratori, con importi differenti a seconda del ruolo ricoperto.
La crescita degli stipendi sarà progressiva e distribuita nell’arco del triennio contrattuale. Il calendario prevede una prima decorrenza dal 1° gennaio 2025, una seconda fase dal 1° gennaio 2026 e una terza dal 1° gennaio 2027, quando il percorso di adeguamento retributivo sarà completato.
Aumenti in busta paga e valorizzazione delle professionalità
Entrando nel dettaglio delle nuove misure economiche, gli operatori beneficeranno di incrementi pari a 126,60 euro mensili, mentre per le figure professionali più elevate l’aumento potrà raggiungere i 221 euro al mese. Una misura che punta a rafforzare il potere d’acquisto dei dipendenti e a riconoscere il valore delle competenze maturate all’interno della macchina pubblica.
Secondo le stime diffuse dalle organizzazioni sindacali, il rinnovo porterà a una crescita complessiva delle retribuzioni del 7,6%. Sommando anche gli effetti derivanti dal precedente contratto relativo al periodo 2022-2024, gli incrementi salariali complessivi arriverebbero a sfiorare il 12%, rappresentando uno dei più significativi adeguamenti economici degli ultimi anni nel settore pubblico.
Nuove tutele, formazione e sostegno ai lavoratori
Oltre agli aspetti economici, il contratto introduce importanti novità sul piano normativo. Tra gli interventi più rilevanti figurano misure dedicate alla formazione professionale, alla tutela della genitorialità e al sostegno dei lavoratori pendolari. Sono inoltre previste specifiche garanzie per i dipendenti affetti da patologie oncologiche o da malattie invalidanti, con l’obiettivo di rendere il sistema lavorativo pubblico più inclusivo e attento alle esigenze personali.
Tra gli elementi più significativi dell’intesa emerge anche la firma della Fp-Cgil, che nella precedente tornata contrattuale aveva scelto di non aderire all’accordo. Per il segretario generale della Cisl Fp, Roberto Chierchia, la sottoscrizione rappresenta “un grande risultato per le lavoratrici e i lavoratori dello Stato, delle Agenzie e degli Enti Pubblici Non Economici”. Lo stesso dirigente sindacale ha evidenziato come, per la prima volta nella storia del pubblico impiego contrattualizzato, il rinnovo sia stato raggiunto durante la piena validità del contratto precedente. Prima dell’entrata in vigore definitiva, l’accordo dovrà comunque ottenere il via libera del Ministero dell’Economia, della Corte dei Conti e del Consiglio dei ministri.
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