16 Settembre 2026

Rapisce e uccide la compagna di classe undicenne della figlia: shock in Francia, arrestato 41enne

Lyhanna

La morte della piccola Lyhanna sconvolge la Francia- Per sei lunghi giorni e sei notti familiari, investigatori e volontari hanno cercato senza sosta la giovane Lyhanna, undicenne scomparsa nel sud-ovest della Francia. La speranza di ritrovarla viva si è purtroppo infranta con il rinvenimento di un corpo all’interno di un silos agricolo abbandonato nelle campagne del Gers.

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la bambina sarebbe stata prelevata da Jerome Barella, 41 anni, padre di una sua compagna di scuola. L’uomo è stato arrestato e si trova ora al centro di un’inchiesta che sta provocando un’ondata di indignazione in tutto il Paese.

Gli inquirenti, nelle prime ore successive al ritrovamento, hanno mantenuto il massimo riserbo. È stato soltanto confermato che il corpo rinvenuto indossava “abiti compatibili” con quelli che Lyhanna portava il giorno della scomparsa: una canottiera a righe bianche e nere e pantaloncini scuri.

Le autorità stanno lavorando per chiarire ogni aspetto della vicenda, ma i sospetti si sono immediatamente concentrati su Barella, che avrebbe avuto una conoscenza approfondita dell’area dove è avvenuto il tragico ritrovamento, avendovi lavorato negli ultimi mesi.

La scomparsa e le ultime ore della bambina

L’ultima volta che Lyhanna era stata vista risale al 29 maggio, quando non aveva fatto ritorno a casa dopo la scuola. I genitori avevano immediatamente lanciato l’allarme, manifestando sin dall’inizio la convinzione che la figlia fosse stata rapita.

Il padre della ragazzina aveva dichiarato in televisione: “Siamo sicuri sia stata rapita, non se ne sarebbe mai andata di sua volontà. Una volta, quando eravamo in ritardo di cinque minuti per andarla a prendere al corso di teatro, l’abbiamo trovata seduta in lacrime ad aspettarci”. Le sue parole oggi assumono un significato ancora più drammatico. Le ricerche si erano concentrate inizialmente nell’area della piscina di Fleurance, dove la bambina era stata avvistata per l’ultima volta. Un testimone aveva riferito di averla vista salire a bordo di un’automobile guidata da un uomo.

Grazie alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, i gendarmi sono riusciti a identificare il conducente nel 41enne Jerome Barella. Fermato e interrogato, l’uomo ha scelto di non rispondere alle domande degli investigatori.

Nel frattempo è stata mobilitata una vasta operazione di ricerca che ha coinvolto circa 200 persone tra militari, specialisti e sommozzatori, impegnati senza sosta nel tentativo di ritrovare la giovane scomparsa.

I rapporti con la famiglia e le segnalazioni precedenti

Durante le indagini sono emersi dettagli sui rapporti tra Barella e la famiglia della vittima. Secondo quanto riferito dai genitori, all’inizio dell’anno scolastico Lyhanna aveva partecipato a un pigiama party presso l’abitazione della figlia dell’uomo. Al termine della serata, la bambina avrebbe raccontato alla madre: “Ha comprato una pizza solo per me e mi ha fatto il solletico“. Un episodio che aveva destato preoccupazione nei genitori, tanto da spingere la madre a chiedere all’uomo di interrompere qualsiasi contatto con la figlia.

Successivamente, però, la famiglia avrebbe scoperto che Barella continuava a presentarsi nei pressi della scuola media frequentata dalla ragazzina, portandole spesso la merenda. La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti quando è emerso il passato giudiziario dell’indagato. Secondo diversi media francesi, il suo nome compariva già negli archivi delle forze dell’ordine dal 2017.

Una prima segnalazione riguardava una presunta relazione con una minorenne di 17 anni. Il procedimento venne successivamente archiviato dopo che gli inquirenti avevano stabilito che il rapporto fosse stato consensuale. Nel 2021 Barella era stato inoltre licenziato dal proprio impiego come collaboratore scolastico in un liceo locale per un presunto “comportamento inappropriato nei confronti di una studentessa”.

Le denunce e la polemica che travolge la Francia

Particolarmente discussa è la presenza di tre differenti denunce per presunte violenze sessuali su minori presentate tra il 2022 e il 2026. Una di queste riguardava una bambina che all’epoca dei fatti aveva soltanto sette anni. Un’altra denuncia era stata presentata nell’agosto del 2025 dalla madre di una undicenne che avrebbe subito presunti abusi per diversi mesi. L’indagine risultava ancora aperta al momento della scomparsa di Lyhanna. Nei giorni successivi alla sparizione della bambina sarebbe inoltre emersa una terza segnalazione relativa a presunti comportamenti inappropriati avvenuti durante un pigiama party organizzato nell’estate del 2025. La diffusione di queste informazioni ha provocato una fortissima reazione nell’opinione pubblica francese, alimentando interrogativi sulla gestione delle precedenti segnalazioni e sulle eventuali falle nei meccanismi di protezione dei minori.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “È chiaro che ci sono disfunzioni ed è inaccettabile. Non voglio sentire nessuna scusa sulla mancanza di mezzi”. Anche il governo francese ha espresso profonda preoccupazione. Il premier Sébastien Lecornu si è detto “scioccato” dall’accaduto, mentre il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha affermato: “Siamo davanti a un MeToo dei bambini. Come è possibile che l’istituzione giudiziaria, la gendarmeria nazionale e la polizia nazionale non abbiano fatto nulla? Non stiamo facendo abbastanza per i bambini”. Dall’altra parte, i magistrati hanno invitato alla prudenza, sottolineando che eventuali responsabilità dovranno essere accertate attraverso verifiche approfondite. “L’impressione è che abbiamo bisogno di capri espiatori in fretta. Potrebbero esserci stati malfunzionamenti, ma solo i rapporti di ispezione possono affermarlo”, hanno spiegato.

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