Le due prostitute trovate morte nel Napoletano, confessa un 49enne: “Volevano 50 euro in più”
Si continua ad indagare sulla drammatica vicenda di Pollena Trocchia, nel Napoletano, dove due donne sono state trovate morte in un edificio in costruzione. Il ritrovamento dei corpi è avvenuto nella notte all’interno di un cantiere edile situato in viale Italia, in provincia di Napoli. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della compagnia di Torre del Greco e i militari della Tenenza di Cercola, allertati dopo una segnalazione arrivata poco prima dell’una. Le due vittime, una giovane di 29 anni proveniente dal Casertano e una donna di 49 anni di origini ucraine, giacevano nel piano seminterrato della struttura ancora in costruzione.
Le prime verifiche investigative hanno indirizzato gli inquirenti verso l’ipotesi di un duplice omicidio. Secondo quanto emerso dalle indagini, entrambe le donne sarebbero precipitate da differenti vani ascensore presenti all’interno dell’edificio. Una dinamica che ha subito fatto scattare approfondimenti da parte dei militari della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo dei Carabinieri di Torre Annunziata.
Determinante per le indagini sarebbe stata la testimonianza di una coppia che si trovava nei pressi del cantiere. I due avrebbero raccontato agli investigatori di avere visto un uomo entrare nella struttura in compagnia di una delle donne e uscire successivamente da solo, portando con sé una borsetta. Un dettaglio che ha consentito ai carabinieri di stringere rapidamente il cerchio attorno al sospettato.
La confessione del 49enne fermato dai carabinieri
Per il duplice delitto è stato sottoposto a fermo Mario Landolfi, 49enne residente a Sant’Anastasia, ritenuto responsabile della morte di entrambe le donne. L’uomo è stato ascoltato dal pubblico ministero della Procura di Nola e dai carabinieri della Tenenza di Cercola, assistito dal proprio legale.
Durante l’interrogatorio, il 49enne avrebbe confessato i due omicidi, sostenendo però di essersi difeso al termine di violente colluttazioni. Secondo il suo racconto, le discussioni sarebbero nate per questioni economiche legate agli incontri avuti con le due donne. Gli investigatori stanno verificando attentamente ogni dichiarazione resa dall’uomo per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
Le liti per soldi: “Volevano 50 euro in più”
Stando alla versione fornita dal fermato, il primo episodio si sarebbe verificato il 16 maggio, mentre il secondo la sera successiva. In entrambi i casi le vittime sarebbero state spinte nel vuoto dopo accese discussioni. Il volo da diversi metri si sarebbe rivelato fatale per entrambe. Il 49enne avrebbe raccontato agli inquirenti che con la giovane del Casertano era stato concordato un compenso di 100 euro, ma la situazione sarebbe degenerata quando la donna avrebbe chiesto altri 50 euro. Dopo la lite, l’uomo avrebbe ammesso di averla spinta nella tromba delle scale, tentando successivamente senza successo di recuperare il corpo con una corda.
Per quanto riguarda invece la donna di origini ucraine, il sospettato avrebbe inizialmente evitato di parlare dell’accaduto, salvo poi confessare anche il secondo omicidio dopo che gli investigatori gli hanno mostrato una fotografia della vittima. Ai militari avrebbe riferito di avere assunto cocaina e di ricordare in modo confuso quei momenti. Secondo quanto dichiarato, anche in questo caso il litigio sarebbe nato per soldi. L’accordo economico prevedeva 80 euro per l’incontro e altri 35 euro per una stanza in albergo. La donna avrebbe voluto raggiungere un hotel, mentre l’uomo l’avrebbe condotta nell’edificio abbandonato dove, durante una nuova discussione, l’avrebbe spinta provocandone la caduta mortale.
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