“Monica era una sub esperta: troppe congetture, dolore immenso”: Maldive, parla il marito e padre di due vittime

monica montefalcone maldive

Carlo Sommacal vive giorni segnati dalla disperazione dopo la tragedia avvenuta alle Maldive, dove hanno perso la vita cinque sub italiani durante un’immersione. Tra le vittime c’erano sua moglie Monica Montefalcone e la figlia Giorgia. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’uomo ha spiegato di sentirsi completamente distrutto, raccontato di non riuscire più a dormire né a mangiare da quel tragico giovedì che gli ha strappato in poche ore due persone fondamentali della sua vita. Un colpo devastante che si aggiunge ad altri dolori già affrontati in passato.

Il dramma della famiglia è stato amplificato anche dalle numerose ipotesi circolate nelle ultime ore sull’incidente subacqueo. Alcune ricostruzioni avrebbero insinuato che Monica possa aver commesso un errore o messo a rischio altre persone presenti durante l’immersione. Un’ipotesi che il marito respinge con forza.

Carlo ha voluto chiarire pubblicamente che sua moglie era una professionista preparatissima, una sub esperta con una lunga carriera alle spalle. Ha ribadito che “non avrebbe mai messo in pericolo né sé stessa né tantomeno la figlia”. Le “indiscrezioni e le congetture” emerse dopo la tragedia, secondo lui, stanno rendendo ancora più difficile affrontare il lutto.

Una vita dedicata al mondo della subacquea

Monica Montefalcone aveva iniziato ad immergersi quando aveva appena 16 anni. Da allora aveva accumulato una straordinaria esperienza nel settore della subacquea, totalizzando oltre cinquemila immersioni in diverse parti del mondo.

Secondo il marito, era considerata una “professionista estremamente scrupolosa e preparata. Non affrontava immersioni con leggerezza e pretendeva sempre che chi partecipava con lei avesse competenze adeguate”. Carlo stesso ha raccontato che in passato la moglie gli aveva “sconsigliato alcune immersioni perché riteneva che non fossero adatte al suo livello di preparazione”.

Un altro punto che Carlo ha voluto chiarire riguarda il motivo del viaggio alle Maldive. Non si trattava di una semplice vacanza o di una crociera turistica, ma di una vera spedizione scientifica dedicata allo studio dei coralli, dei reef e degli effetti del cambiamento climatico.

I partecipanti stavano raccogliendo dati importanti attraverso fotografie, video e osservazioni in mare. Alcuni lavoravano in superficie, altri a profondità diverse. Ora la speranza della famiglia è che vengano recuperati i corpi e soprattutto le fotocamere utilizzate durante la missione: potrebbero contenere elementi decisivi per ricostruire cosa sia realmente accaduto durante quella drammatica immersione.

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