L’Iran risponde agli Usa per “fine ostilità e ripristino sicurezza a Hormuz”, per Israele “prima serve rimuovere uranio”
L’Iran ha formalmente presentato ai mediatori pakistani la sua risposta all’ultima proposta statunitense porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Irna. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano aveva precedentemente affermato che le opinioni e le considerazioni di Teheran in merito alle proposte statunitensi sarebbero state comunicate una volta completate le revisioni interne e raggiunte le conclusioni finali.
La risposta dell’Iran alla proposta degli Stati Uniti per la fine della guerra si concentra sulla “cessazione immediata della guerra” e sul “ripristino della sicurezza marittima” nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Isna.
Le scorte di uranio arricchito in possesso dell’Iran devono essere “rimosse” prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista alla Cbs. La guerra “non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”, ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma 60 Minutes. “Si interviene e lo si porta via”, ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l’uranio potesse essere rimosso.
“Credo che la guerra abbia ottenuto risultati significativi”, ha detto Netanyahu, aggiungendo che oltre al nucleare, “ci sono ancora le forze per procura sostenute dall’Iran e i loro missili balistici che intendono ancora produrre. Certo, ne abbiamo neutralizzata gran parte, ma c’è ancora del lavoro da fare”. Alla domanda su come portarlo via, se con un’azione militare, il premier ha replicato che “il presidente Trump mi ha detto: Voglio intervenire lì, e io credo che, dal punto di vista pratico, sia fattibile. Non è quello il problema. Se si raggiunge un accordo sul punto, si interviene e si porta a termine l’operazione, perché no? È il modo migliore”. Su un’azione di forza, senza accordo, “ne parlerò con gli Usa, perché non ho intenzione di parlare delle nostre capacità o dei nostri piani militari; sto semplicemente cercando di stabilire quanto tempo ci vorrà per raggiungere tale obiettivo. Non fornirò una tempistica precisa, ma dirò che si tratta di una missione di importanza assolutamente cruciale”, ha concluso Netanyahu.
