Piccoli pazienti oncoematologici scoprono i “tesori del mare” a Palermo, Scarpinato: “Iniziative importanti per chi attraversa momento difficile”
Una giornata dedicata al mare, alla conoscenza scientifica e alle attività educative per i piccoli pazienti ricoverati all’ospedale Di Cristina di Palermo. Si concluderà sabato 9 maggio al Circolo Velico Sferracavallo il progetto “Verde come le alghe, blu come il mare, bianco come le vele”, iniziativa rivolta ai bambini del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo.
L’obiettivo del percorso è quello di avvicinare i piccoli pazienti ai temi legati al mare, alla biodiversità marina e alla tutela dell’ecosistema, attraverso attività didattiche e momenti di approfondimento sviluppati sia all’interno dell’ospedale che all’esterno della struttura sanitaria. Alla giornata conclusiva parteciperanno anche genitori e insegnanti, in un programma pensato per offrire ai bambini un’esperienza educativa fuori dal contesto ospedaliero.
Il progetto è promosso dalla scuola in ospedale “Lombardo Radice” ed è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Marevivo Sicilia, il Circolo Velico Sferracavallo e l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
L’iniziativa è nata nel 2014 grazie alla disponibilità del primario Paolo D’Angelo del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Arnas Civico Di Cristina di Palermo e al supporto delle associazioni di volontariato Aslti e Spya. Nel corso degli anni il progetto ha coinvolto numerosi bambini ricoverati, proponendo attività formative collegate al patrimonio marino della Sicilia.
La prima fase dell’edizione 2026 è partita il 22 aprile direttamente all’interno dell’ospedale, dove gli operatori della Soprintendenza del Mare hanno incontrato i piccoli pazienti. Durante gli appuntamenti sono state mostrate attrezzature da immersione e strumenti utilizzati nell’ambito dell’archeologia subacquea, permettendo ai bambini di conoscere più da vicino il lavoro svolto nei fondali siciliani. Attraverso supporti multimediali realizzati appositamente per il progetto, i partecipanti hanno potuto osservare reperti sommersi e approfondire i temi legati ai tesori custoditi nel mare della Sicilia.
I bambini hanno inoltre avuto la possibilità di indossare attrezzature subacquee progettate per i più piccoli, sperimentando in modo diretto alcune attività legate al mondo delle immersioni.
Sabato 9 maggio il progetto si sposterà nella sede di Marevivo al Circolo Velico Sferracavallo per l’evento finale. I biologi illustreranno ai bambini delle scuole elementari le principali specie marine e le caratteristiche dei fondali. I ragazzi più grandi potranno invece utilizzare visori con video a 360 gradi presenti nella “Stanza del Mare”, vivendo un’esperienza virtuale immersiva nei fondali siciliani. Nel corso della mattinata è prevista anche la liberazione di una tartaruga marina, resa possibile grazie alla collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
L’animale verrà reintrodotto in mare dall’accesso del Circolo Velico di Sferracavallo. Durante l’iniziativa saranno inoltre esposti gli elaborati realizzati dai bambini a scuola utilizzando materiali sanitari di recupero. I lavori sono stati sviluppati con il supporto delle insegnanti della scuola in ospedale “Lombardo Radice”, che seguono quotidianamente il percorso educativo dei piccoli pazienti. “Portare momenti di svago e di approfondimento – dice l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di contribuire, assieme agli altri partner, ad assicurare il processo educativo indispensabile per chi sta vivendo un momento di difficoltà e di allontanamento forzato dalle attività formative di tutti i giorni”.
“Un plauso va certamente alle insegnanti che con le loro premurose attenzioni giornaliere mantengono vivo l’interesse per l’apprendimento in questi giovani scolari, all’interno di una situazione molto complessa e spesso dolorosa. Attenuare la condizione di isolamento e il distacco dai ritmi di vita e dall’esperienza quotidiana imposti dalla malattia è il contributo che tutte le realtà coinvolte nel progetto vogliono assicurare ai piccoli ricoverati. La cultura del mare, l’archeologia subacquea, la biologia marina e i temi legati all’ecosistema naturale possono recuperare e mantenere la voglia di comunicare ed apprendere”. (foto archivio)
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