Attesa, ipotesi e smentite sul secondo round dei negoziati Usa-Iran
La tv di Stato iraniana ha smentito che siano partite delegazioni verso Islamabad, affermando che “fino a questo momento non è partito alcun team verso la capitale pakistana”. La smentita arriva poche ore dopo le indiscrezioni circolate sui media secondo cui delegazioni preliminari americana e iraniana si sarebbero già trovate o dirette a Islamabad per avviare contatti indiretti. Intanto la corrispondente di Al Arabiya da Islamabad riferisce che il Pakistan conferma che i negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno nella data prevista. Secondo la stessa inviata, le autorità pakistane hanno ribadito che il negoziato procederà come programmato, e che la delegazione iraniana arriverà in contemporanea con quella americana. La situazione resta fluida, con versioni contrastanti provenienti da fonti iraniane e pakistane sul reale stato dei preparativi per i colloqui indiretti.
“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Così aveva parlato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Ghalibaf.
TRUMP “STIAMO VINCENDO”
“Sto vincendo una guerra, e di gran lunga, le cose vanno benissimo, il nostro esercito è stato fantastico e, se leggeste le notizie false, come il fallimentare New York Times, l’assolutamente orrendo e disgustoso Wall Street Journal, o il quasi defunto, fortunatamente, Washington Post, pensereste davvero che stiamo perdendo la guerra. Il nemico è confuso, perché riceve questi stessi ‘resoconti’ dai media, eppure si rende conto che la sua Marina è stata completamente annientata, la sua Aeronautica è finita su piste di atterraggio buie, non ha equipaggiamento antimissile o antiaereo, i suoi ex leader sono per lo più spariti e forse, cosa più importante di tutte, il blocco, che non toglieremo finché non ci sarà un ‘accordo’, sta letteralmente distruggendo l’Iran”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile, anche nel breve periodo. I media anti-americani delle notizie false tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché sono io al comando”, aggiunge.
Poi, in un altro post, Trump scrive: “L’operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile. La Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli”, conclude.
IRAN, DURA CONDANNA PER ATTACCO USA A NAVE MERCANTILE
La diplomazia iraniana ha duramente condannato l’attacco americano alla nave mercantile iraniana “Tosca”, definendolo “illegale” e un “chiaro atto di pirateria” che costituisce una violazione del cessate il fuoco raggiunto lo scorso mese. “Le forze americane hanno attaccato e sequestrato la nave Tosca al largo delle coste iraniane, nei pressi del porto di Chabahar nel Golfo di Oman. Si tratta di un’intollerabile violazione del diritto internazionale e del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministero degli Esteri di Teheran, secondo quanto riportato dai media locali. Il ministero degli Esteri iraniano ha chiesto l’immediato rilascio della nave, dell’equipaggio e delle famiglie presenti a bordo, avvertendo Washington che sarà ritenuta “pienamente responsabile” di qualsiasi ulteriore escalation.
La US Central Command ha giustificato l’operazione sostenendo che l’equipaggio non ha rispettato ripetuti avvertimenti per oltre sei ore e che la nave violava il blocco navale imposto dagli Stati Uniti. La “Tosca” appartiene alla Irisl (Islamic Republic of Iran Shipping Lines), da tempo nel mirino di Washington per il suo ruolo nel trasporto di materiali sensibili per il programma missilistico balistico iraniano.
